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Otto personalità contro Kanye West: “Stop al concerto, potrebbero verificarsi disordini”

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20.04.2026

Il rapper americano Kanye West è al centro della bufera per le sue posizioni antisemite, ma anche per t-shirt e canzoni che inneggiano al nazismo di Hitler

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Reggio Emilia, 20 aprile 2026 – Non si ferma la lista dei Paesi che cancellano il concerto di Kanye West così come non si placano le polemiche sul live previsto il 18 luglio a Reggio. È stato infatti annullato l’evento previsto per giugno a Basilea, in Svizzera dove il rapper americano avrebbe dovuto esibirsi allo stadio St. Jakob-Park. A deciderlo è stato lo stesso club calcistico, proprietario dell’impianto “per coerenza coi nostri valori”. Resta sempre confermata invece per ora la data alla Rcf Arena dove non c’è stata una presa di posizione così forte finora da parte delle istituzioni come avvenuto in Francia e Gran Bretagna, dove a decidere è stato addirittura il Governo. Dello stesso Pd, solo l’ex deputato Fiano ha lanciato un appello al ministro Piantedosi chiedendo di intervenire, mentre il sindaco Massari si è solo dissociato dalle posizioni dell’artista. Dal centrodestra invece tutto tace.

La lettera di otto personalità

Così ieri a spezzare il silenzio ci ha pensato un gruppo di personalità della città scrivendo una lettera indirizzata sia al prefetto Angieri sia al primo cittadino chiedendo di “cancellare l’esibizione” di Kanye West. A firmarla sono Walter Ganapini (scienziato, tra i fondatori di Legambiente, ex assessore a Milano e già presidente di Ama) Giuseppe Piacentini (diacono ed ex tenente colonnello dei carabinieri forestali), Clementina Santi (docente e scrittrice nota per le sue ricerche e pubblicazioni sul dialetto), Annamaria Marzi (infermiera dirigente e anima dell’Hospice di Montericco), Fausto Giovanelli (ex senatore Pds e presidente del Parco in uscita), Mirco Carrattieri (ex presidente di Istoreco e dg dell’istituto nazionale Parri di Milano), Enrico Manicardi (già vicepresidente della Provincia) e Lorenzo Baldini (figlio di Ugo, noto architetto e urbanista).

“Le motivazioni, più che scontate – si legge nel documento – sono: l’alimentazione dell’antisemitismo, l’apologia del nazismo e l’incitamento all’odio razziale. Che queste manifestazioni pubbliche siano l’effetto di un disturbo bipolare (come da sue tardive giustificazioni) è un’aggravante ulteriore: evidentemente è sbagliato il posto dove lo mettono ad esibirsi. Non c’è quindi da fidarsi né di promesse di scuse né del suo impresario, le cui rassicurazioni somigliano al sorriso di un piazzista. Aggiungiamo che la sua presenza nella nostra città, caratterizzata da forte tradizione antifascista e in un Paese che ha fondato i propri valori non sul sovranismo o sul suprematismo bianco, ma sulla democrazia e sul diritto, richiamando facinorosi da tutto il mondo (compresi i delusi dei mancati concerti altrove) e opposte fazioni, potrebbe scatenare più che prevedibili episodi anche gravi di disordine pubblico”.

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© il Resto del Carlino