Kanye West, il Regno Unito gli nega il visto. Infuria di nuovo la polemica: “Meglio cancellare il concerto di Reggio Emilia”
Il rapper americano Kanye West, noto per le sue posizioni antisemite e le magliette con le svastiche
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Reggio Emilia, 7 aprile 2026 – Riesplode la polemica su Kanye West dopo che il Regno Unito ha deciso di revocare il permesso d’ingresso al rapper americano, invitato in estate a esibirsi al Wireless Festival di Londra nonostante le polemiche legate alle le sue dichiarazioni antisemite e razziste degli ultimi anni.
Il provvedimento era stato preceduto dalle critiche del premier laburista Keir Starmer e dall'annuncio del governo di una revisione del visto. A nulla è valsa la difesa degli organizzatori, che avevano invocato una "seconda chance" per il rapper Usa, né la sua disponibilità a incontrare di persona esponenti della sdegnata comunità ebraica britannica per scusarsi.
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Le frasi antisemite e le polemiche
L’artista si sarebbe dovuto esibire sulle sponde del Tamigi tra il 10 e il 12 luglio, ma una settimana dopo è atteso a Reggio, sabato 18 luglio, per il suo live nell’ambito dell’Helwatt Festival all’Rcf Arena di cui West è la star di punta. Già mesi fa il concerto dell’americano – noto anche per indossare maglie con le svastiche – era stato nel mirino delle polemiche, tra Anpi, Istituto Cervi e gruppi di opposizione (tra tutti Coalizione Civica che propose una mozione in consiglio comunale per chiedere di “vigilare sul merchandising” del rapper, mozione poi bocciata dal Comune che – seppur avesse preso le distanze dal musicista – si era rimessa ai regolamenti e alle leggi vigenti contro l’apologia, appellandosi agli organi competenti per farle rispettare).
"Uno che mostra le svastiche non deve essere degno di girare da nessuna parte”
Ma ora che la Gran Bretagna ha di fatto vietato l’ingresso nel Paese a ‘Ye’, si riaccendono i fari sul live reggiano. "Uno che gira con delle svastiche, non deve essere degno di girare da nessuna parte, non solo a Reggio e a Londra”, il pensiero tranchant di Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti nel ‘43, che ribadisce la sua posizione sull’esibizione di West nella patria della Resistenza.
“Il Governo britannico ha fatto bene, noi in Italia invece mi sa che arriviamo in ritardo. Reggio deve seguire l’esempio? Beh, se si potesse cancellare il concerto sarebbe meglio, ma se invece ci sono delle penali è meglio lasciar perdere. Non vale la pena spendere soldi per uno del genere...".
"Non vogliamo che Kanye West venga a Reggio”
La stessa presidente di Anpi Reggio Emilia, Anna Ferrari ripete la posizione dell’associazione partigiana proseguendo la battaglia del compianto predecessore Ermete Fiaccadori: "Mi fa piacere che ci siano delle nazioni come la Gran Bretagna che abbiano preso posizioni nette. Come abbiamo sempre detto, non vogliamo che Kanye West venga a Reggio. Il mondo è pieno di bravi artisti che possono dare messaggi positivi ai giovani. Però l’organizzazione dell’Rcf Arena ha fatto una scelta e se ne assumerà le responsabilità. Le associazioni come noi e il Comune di Reggio hanno preso le distanze, mi piacerebbe però che fosse il privato, ossia chi organizza il concerto, a farlo”.
"Ye incontri la comunità ebraica offesa per tanto tempo”
A prendere posizione oggi infine è la Cisl Emilia Centrale. "Ciò che disse l’Anpi di Reggio Emilia lo scorso dicembre era sacrosanto ed è in sostanza ciò che dicono oggi il Primo ministro britannico Starmer e il sindaco di Londra Khan. Il rapper Ye assicura di essere cambiato, di voler suonare per la pace e l’amore e non più per la svastica e l’antisemitismo, ma la domanda resta: lo showbiz conta più dei valori costituzionali?”, commenta Rosamaria Papaleo, leader del sindacato che poi si domanda: “Il no rigoroso che è scattato a Londra può valere anche a Reggio Emilia?”.
Papaleo poi lancia un appello al sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari affinché il rapper incontri la comunità ebraica. "Proponiamo al sindaco, qualora la data italiana di Ye fosse confermata, di chiedere con fermezza che Ye incontri, se i diretti interessati lo vorranno, la comunità ebraica offesa per tanto tempo. Sarebbe l’unico modo per dimostrare che un cattivo maestro è davvero diventato un ambasciatore positivo, che sa mettere la sua notorietà e influenza al servizio di qualcosa di buono”.
La polemica sui biglietti
Intanto per la data di Reggio Emilia sono già stati venduti 68mila biglietti. Ma anche in questo ambito è scoppiata la polemica. Infatti i primi biglietti furono venduti a dai 178,25 euro in su, ma la seconda tornata - messa in vendita il 14 febbraio - costava invece 50 euro in meno (ovvero 125 euro più prevendite). Il motivo è che il rapper aveva aggiunto nel frattempo altre tappe del suo tour in Europa, rendendo così l’evento di Reggio Emilia non più “unico” nel vecchio Continente.
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