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"Fondamentale la presenza sul territorio"

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07.04.2026

Giovanni Favaretto è al comando della Polizia locale dell’Unione da gennaio. "Colpito dalla vitalità del centro di Faenza"

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Ha preso servizio lo scorso primo gennaio al comando della Polizia Locale dell’Unione della Romagna Faentina. Si tratta di Giovanni Favaretto, 52 anni, nato a Mirano in provincia di Venezia e con una lunga esperienza nei corpi di Polizia Locale veneti, prima di arrivare in Romagna. "Io a Mirano ci sono solamente nato, ma sono originario di Mestre".

Comandante Favaretto, lei è da molti anni nella Polizia Locale. "Dal 1998, anno in cui ho iniziato come vigile urbano, agente semplice a Mestre nel comune di Venezia. Ero nel reparto motociclisti. Poi nel 2000 sono stato a Mira (sempre nella città metropolitana della città lagunare, nda) e a 29 anni ho ottenuto il primo incarico da comandante ad Asolo in provincia di Treviso".

Successivamente? "Sono stato al comando del corpo di Mogliano Veneto, tra Mestre e Treviso, quindi vicecomandante della Polizia Locale di Treviso, città grande che fa provincia, e l’ultimo incarico prima di arrivare a Faenza è stato per quattro anni comandante della Polizia Locale dell’Unione dei Comuni di Bassano del Grappa".

Conosceva già la Romagna, o Faenza? "Sinceramente no. Ho amici in Emilia, a Bologna, ed ero stato in Romagna per un convegno qualche tempo fa, ma sempre ‘toccate e fuga’. Inoltre non mi piace il mare, mi sento più a mio agio quando vedo un declivio. Faenza invece l’ho visitata per la prima volta quando ho partecipato al concorso".

E cosa ha pensato? "Era un giovedì mattina di metà settembre e c’era il mercato ambulante con tutti gli ombrelloni. Mi ha ricordato i mercati di paese di una volta. Sono rimasto impressionato dalla vivacità della piazza. Ho scattato anche una foto dal balcone di Palazzo Manfredi".

L’ha colpita qualcosa in particolare di questa città? "Le biciclette, che in Veneto non siamo più abituati a vedere, e la cordialità delle persone. Anche quando ho cercato casa, sono stati tutti molto gentili, senza dire chi sono e perchè mi trovavo in città".

Altro? "Il rispetto della bellezza architettonica e della struttura urbanistica".

Prego? "In molte città le auto circolano in centro. Bassano del Grappa per esempio è un gioiello medievale, eppure le piazze sono transitabili. A Faenza invece c’è un approccio diverso".

Cosa l’ha spinta a partecipare al bando dell’Unione della Romagna Faentina? "Due ragioni: una riguarda l’avanzamento di carriera. Credo di essere arrivato ad avere la maturità professionale per ricoprire questo incarico. E il secondo riguarda il fatto che mi sono informato e ho visto che l’Ente è solido, ben strutturato ed organizzato. L’Unione dei Comuni è un valore aggiunto e quindi ritengo che sia un ambito nel quale posso dare qualcosa attraverso la mia esperienza.

Ha già avuto modo di incontrare tutti e sei i sindaci dei comuni dell’Unione? Le hanno chiesto qualcosa in particolare? "Sì li ho incontrati. Quanto alle richieste diciamo che le esigenze sono molto simili a quelle dei territori in cui ho lavorato. Compatibilmente con le caratteristiche di ciascun comune infatti quello che viene chiesto alla Polizia Locale è sempre la presenza".

Chi ha avuto modo di conoscerla in questi mesi la descrive come una persona molto precisa e dedita al proprio lavoro. Si rivede in questa descrizione? "Tendenzialmente si. Diciamo che se prendo un impegno cerco di portarlo a termine senza lasciare indietro nulla. C’è spazio per la vita privata chiaramente, ma in questo momento mi sto dedicando principalmente al lavoro. Mi hanno detto anche che sono di poche parole".

Pratica qualche sport? "Facevo boxe, mi piacerebbe tornare a praticare e so che qui c’è anche una società sportiva. Adesso però gli impegni sono davvero tanti e non riuscirei".

Ha detto che vive in centro città. "Sì, vivo in centro storico e ritengo sia un centro prezioso. Quando vado a lavoro mi rendo conto degli interni dei palazzi, del tema neoclassico. La sera quando esco a fare due passi dopo cena ho visto una piazza frequentata. Vedo i signori che vanno al cinema, e qui ce ne sono ben due, c’è un bel teatro, è insomma un ambiente di massimo comfort. Mestre è molto diversa sotto questo aspetto. Anche l’Università, l’altro giorno ero ai Salesiani e ho visto gli studenti che conversavano. Probabilmente a Venezia, per fare un altro paragone, c’è una popolazione universitaria più stanziale, con le conseguenze di una carenza abitativa. Molto differente rispetto a Faenza".

Dei progetti della Polizia Locale ne abbiamo già parlato e scritto, le chiedo invece quali sono i suoi personali? "Come ho detto, quando prendo un impegno lo porto a termine. Come i Carabinieri in media restano 5 anni in un territorio, un tempo congruo per migliorare qualcosa. Anche io vorrei lasciare un segno. Sono qui per restare".

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© il Resto del Carlino