menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Giornata della Terra, come salvare il pianeta in tavola. Frutta e verdura tra i cibi più ‘sprecati’

8 0
22.04.2026

Giornata Mondiale della Terra

Articolo: Giornata Mondiale della Terra, il Piccolo Coro dell’Antoniano lancia “Piccolissimo gesto”

Articolo: La Giornata della Terra. Una pedalata green sui 12 ponti ascolani

Articolo: Plastic Free sul territorio. A Codifiume tanti giovani

Bologna, 22 aprile 2026 – La Giornata Mondiale della Terra ci invita a riflettere su “il nostro potere, il nostro pianeta” (“Our power, our planet”) si esercita anche a tavola: mercoledì 22 aprile il Mondo ne celebra la 56esima edizione, un appello unanime per affrontare la crisi climatica e cogliere le opportunità di un futuro a zero emissioni di carbonio.

La nascita della giornata Mondiale della Terra

Ogni anno, da 56 anni, si celebra l'anniversario della nascita del moderno movimento ambientalista nel 1970. Fino a quel momento, l’indifferenza rispetto alle questioni ambientali impediva di cogliere le minacce dell’inquinamento per la salute dell’uomo e del pianeta. Le premesse per una svolta arrivarono con la pubblicazione, nel 1962, di ‘Primavera silenziosa’ di Rachel Carson. Il libro segnò un cambiamento cruciale, diventando subito un bestseller con oltre 500.000 copie vendute in 24 Paesi, sensibilizzando l'opinione pubblica sulla tutela degli organismi viventi, dell'ambiente, degli inestricabili legami tra inquinamento e salute pubblica. Fu quella l'alba del moderno movimento ambientalista: dal 1970, Earth Day è la più diffusa giornata di impegno laico nel mondo. La 50esima edizione, nel 2020, si è svolta nel contesto della pandemia covid: in quell’occasione oltre un miliardo di persone ha seguito la diretta streaming della durata di tre giorni organizzata per l’occasione, la più grande mobilitazione di massa online della storia. 

I dati sullo spreco di cibo in Italia 

I dati dell’Osservatorio “Waste Watcher International” (in merito allo spreco alimentare domestico, e sulle abitudini di acquisto gestione e fruizione del cibo) avvertono che il “paradosso green” è dietro l’angolo: sprechiamo infatti con maggiore frequenza i cibi più sostenibili, frutta fresca verdure e insalate che sono il pilastro della dieta mediterranea: settimanalmente, l’ondata dei cibi più sprecati conta 22,2 grammi di frutta, 20,6 grammi di verdure, 19,6 grammi di aglio e cipolle, come annota il Rapporto “Il caso Italia” diffuso in occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (che si è celebrata il 5 febbraio 2026). Le conseguenze sono piuttosto significative, in termini di impatto ambientale: su scala annua, e per l’intera popolazione italiana, la somma di questo spreco “vale” 103.734 Km2 di suolo utilizzato per coltivarli, pari all’intera superficie dell’Islanda. In termini di emissioni lo spreco ammonta a 162.085 tonnellate di CO2 (anidride carbonica), ovvero le emissioni annuali di circa 80.000 auto: per neutralizzarle servirebbero 7 milioni di alberi. E sul piano dello spreco idrico l’impatto è di 22.397.200 metri cubi d’acqua, ovvero – per visualizzare questa imponente massa d’acqua - più della metà del bacino del Lago di Nemi (in provincia di Roma), corrispondente a 9.000 piscine oppure ai consumi annui di 300.000 persone.

Sprecometro: ecco l’app per monitorare e limitare gli sprechi 

Luca Falasconi, coordinatore del Rapporto “Il caso Italia” 2026, sottolinea che: “i dati Waste Watcher evidenziano un paradosso da monitorare con attenzione, perché il tema è ambientale, ma anche sociale ed economico. Sprecare meno permette di liberare risorse, proteggere il reddito familiare, sostenere l’ambiente e valorizzare il cibo acquistato. Vale, a maggior ragione, per lo spreco del cibo che meglio rappresenta la dieta mediterranea, quindi lo stile alimentare più salutare per noi e per il pianeta: frutta, verdure e insalata. La sfida è aumentare la sensibilità, trasformarla in abitudini automatiche e strumenti semplici, pianificare meglio e dare priorità ai prodotti deperibili. In questo percorso anche strumenti concreti come l’app ‘Sprecometro’ possono offrire un supporto importante ai consumatori, aiutandoli a monitorare le proprie abitudini, a prevenire gli sprechi domestici e a tradurre la consapevolezza in comportamenti quotidiani più sostenibili. Una transizione culturale fatta di impegno quotidiano, in direzione degli obiettivi dell’Agenda 2030”.

Le riflessioni del direttore di ‘Waste Watcher International’

Andrea Segrè, fondatore della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare e direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International, illumina la connessione di questi temi con le implicazioni di sostenibilità sociale: "dobbiamo cercare la dimensione umana dietro le crude statistiche e promuovere una nuova visione culturale e civile legata alla fruizione del cibo, perché l’alimentazione non sia solo sufficiente, ma anche sana e sostenibile. Lo spreco è spesso figlio dell’accesso a cibi di scarsa qualità. Produrre, consumare, sprecare hanno un grande impatto sull'emissione di clima alteranti. Un valore di cura e responsabilità che attraversa la grande questione dei diritti umani sul pianeta: per questo la campagna pubblica “Spreco Zero” ringrazia la sua ambasciatrice Sara Segantin, per l’impegno nel delicato caso di Zainab, la giovane afgana che è riuscita a raggiungere l’Italia dopo anni di segregazione a Kabul e in Iran. Siamo fieri di aver aggiunto il nostro contributo a questo risultato".

La storia che appassionò la giornalista e cofondatrice di FridayForFuture

Sara Segantin - giornalista, scrittrice, ambasciatrice per il Patto climatico europeo e cofondatrice di FridaysForFuture Italia (uno dei più importanti movimenti per la giustizia climatica a livello mondiale) – ha infatti devoluto a favore della giovane afgana Zainab il gettone solidale messo a disposizione dalla campagna Spreco Zero, di cui è ambasciatrice quest’anno. Nel 2025 era venuta a conoscenza kdella vicenda di Zainab, una ragazza di Kabul di 17 anni, aveva passato gli ultimi quattro mesi segregata in casa dai talebani perché il fratello maggiore combatteva nella resistenza nel Panshir. Dopo aver raggiunto l’Iran, dove si era nascosta per molti mesi, finalmente a fine gennaio Zainab è atterrata all'aeroporto di Fiumicino, per iniziare una nuova vita e dare nuova luce al suo futuro. “Le grandi crisi di oggi - afferma Sara Segantin - dal clima alle guerre, alle implicazioni economiche globali, sono legate l’una all’altra. Diritti umani e questioni ambientali sono un’unica cosa: lottare per la giustizia climatica significa stare dalla parte dell’umanità, con giustizia e dignità. Per Zainab – aggiunge - la segregazione nella sua casa di Kabul era diventata una tomba. Guardava i vestiti scolastici in un angolo, coperti di polvere, e piangeva. Privata del diritto di fare tutto, viveva con l’incubo dei matrimoni forzati. È fuggita avventurosamente in Iran, passando mesi chiusa in una stanza a Teheran, senza documenti, con la paura che ogni colpo alla porta fosse la polizia iraniana. Poi sono arrivate anche le bombe e i contatti whatsapp si sono interrotti a lungo. Adesso finalmente, in Italia, guarda al suo futuro e prova a darsi un’occasione per ricominciare. Un banco, un libro, dei compagni di classe sono la sua speranza di futuro”. 

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino