Bimbo caduto dalla finestra, il racconto dei vicini di casa: "La sorella ha cercato di tenerlo" /
A sinistra i primi rilievi dopo la tragedia di via Ada Negri: il piccolo lotta fra la vita e la morte. E a destra la finestra da ci è precipitato
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Bologna, 11 aprile 2026 – Un silenzio surreale, poca voglia di scherzare, il pensiero fisso a quel bimbo che ora giace in condizioni gravissime su un letto d’ospedale: "Speriamo che ce la faccia". In via Ada Negri e dintorni le frasi sono quasi sussurrate, per rispetto. Tutto il quartiere sta con il fiato sospeso per il piccolo. C’è chi spera, c’è chi prega. E chi si fa avanti con la famiglia colpita da un evento terribile. "Noi ci siamo. Fateci sapere se vi serve qualcosa". Bussano alla porta, provano a dire qualche parola di conforto, ma si rendono conto non ce ne sono. E c’è pure chi si organizza per andare a trovare i genitori del bimbo che in queste ore tragiche stanno sempre al Maggiore.
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“La sorella ha tentato di afferrarlo ma non c’è riuscita”
"Sono venuti ad abitare qui da poco, qualche mese – dicono i vicini di casa –. Non abbiamo capito neanche noi cosa sia successo di preciso. Sappiamo solo che c’era una bambina in camera con lui, che il letto era vicino alla finestra, la sorella ha provato ad afferrarlo ma non c’è riuscita". È stata questione di attimi. "Eravamo in casa quando è successo – racconta un vicino –. La mamma (del piccolo caduto) era andata a prendere gli altri figli quando è successa la tragedia. Una cosa terribile. Ci dispiace moltissimo, sono brave persone".
La mamma era andata a prendere i figli a scuola, quando ha visto quello che è successo ha avuto un malore
La mamma del bimbo era lì vicino – riferiscono gli abitanti del quartiere –, "era andata a prendere i figli a scuola, qui accanto, mentre il papà del piccolo era al lavoro. La madre è tornata a casa poco dopo che era successo tutto: vedendo cos’era accaduto, si è sentita male, ha accusato un malore e si è accasciata. Hanno dovuto soccorrerla. È stato uno strazio vedere questa scena". Nel quartiere, ora, non si parla d’altro: "Una disgrazia terribile. Stiamo male per loro".
Ora l’unico pensiero è per il piccolo: “Tifiamo tutti per lui”
Il piccolo nel pomeriggio di giovedì era con la sorella e dei parenti adulti. Gli inquirenti cercheranno di ricostruire con esattezza cos’è accaduto. Adesso, però, l’unico pensiero è per il bimbo: "Tifiamo tutti per lui".
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