Pianeta sanità tra eccellenze e mancanze
Ho letto che l’équipe di chirurgia toracica del professor Samuele Nicotra del Sant’Orsola di Bologna è rimasta in attività in sala operatoria per 60 ore per trapiantare i polmoni a tre pazienti quasi contemporaneamente. Un vero record di cui la sanità emiliano romagnola, spesso criticata, deve andare fiera perché un evento del genere è veramente raro. Perché allora, come succede spesso, ci sono critiche ingenerose?
Mettiamo le carte sul tavolo con chiarezza. La sanità emiliano-romagnola è complessivamente e tecnicamente molto valida. Ci sono elementi di eccellenza sul piano medico ma anche lacune profonde sul piano organizzativo e politico. Esempi? Le liste d’attesa per visite specialistiche continuano ad essere un problema non risolto, i tempi sono lunghissimi e a volte le richieste si scontrano con elenchi bloccati. I rapporti con la sanità privata, che potrebbe fornire un apporto maggiore, vanno avanti col freno a mano tirato in buona parte (ma la Regione nega) per pregiudizi politici. In certe città come Modena i medici di famiglia vengono premiati in denaro per prescrivere meno esami specialistici. Così se il paziente ne ha necessità e si trova di fronte ad un rifiuto deve ricorrere ad un professionista privato spendendo soldi. Assurdo. Se torniamo in corsia, per i trapianti, invece l’Emilia-Romagna è una regione da podio. Sono 505 i trapianti realizzati nel 2025, stesso numero nel 2024, a conferma di un trend che sottolinea la qualità delle strutture e la loro capacità attrattiva, con molti pazienti provenienti da altre regioni. Due giorni fa la rete donazione-trapianto dell’ Emilia-Romagna ha realizzato una sequenza eccezionale: in 24 ore sono stati realizzati negli ospedali sette trapianti: due di cuore e uno di polmone a Bologna, due di fegato a Modena e due di rene, uno a Parma e uno nuovamente a Bologna.
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