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Una sera da Miranda per la prima bolognese de ‘Il diavolo veste Prada 2’ tra dress code e accessori cult /

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Tutte in posa per la prima bolognese de 'Il diavolo veste Prada 2'

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Bologna, 30 aprile 2026 – Se “Il diavolo veste Prada 2” non sarà il film del 2026 da mettere nella propria cinquina (anche decina), rimane certamente un fenomeno di costume importante. Capace di muovere il pubblico alla visione, ma anche al gioco del dress code, che è un concetto caduto un po’ nell’oblio da quando le sneakers sono diventate scarpa del giorno. E così ieri sera, al Pop Up Medica, è andata in scena una di quelle serate che sanno di partecipazione attiva, richiamando soprattutto spettatrici, che attorno al look hanno voluto lavorare di buona lena. Ma del resto ormai lo sappiamo, il circuito Pop Up è maestro nel creare eventi legati alle anteprime o alle prime, e c’è da dire poi che il parterre era pieno di ragazze e ragazzi che ci tengono come un tempo ci si teneva ad andare in discoteca.

Un set per farsi fotografare prima della proiezione

L’altra sera la fila era lunghissima e per la proiezione delle 21 era stato studiato un set dove farsi fotografare coi propri look, aiutati anche da una serie di accessori che venivano prestati per osare un po’ di più, tra occhiali da sole dalle forme gattesche “molto Miranda”, collane di perle, anelli. Ma in tantissime non hanno avuto bisogno di prendere in prestito nulla, perché il loro look era stato già studiato a casa nei minimi particolari. E con anche i rimandi ben chiari alla fonte d’ispirazione: chi Miranda, chi Andy, chi Emily. Su Nigel non era ben chiara la cosa, ma forse tutti quei ragazzi con l’occhiale dalla montatura nera e grossa, un po’ si ispiravano a lui. Non certo Davide, che studia moda alla Next Fashion School, 20 anni, che, occhiale scuro simil mascherina, posava con la camicia di Dolce e Gabbana, i suoi pantaloni-gonna gessati, con la borsa rubata alla sorella e le mani piene di anelli, ispirandosi nelle movenze fotografiche a Alex Consani e Kate Moss.

Tutte Miranda Priestly per un giorno

“Se potessi vestirmi un po’ in stile Miranda Priestly tutti i giorni lo farei” raccontava Giulia, che però fa l’insegnante e quindi la cappa argentata e la borsa con le piume la mette solo nel tempo libero. Dalla parte di Andy Sachs interpretata da Anne Hathaway - che da seconda assistente di Miranda Priestly direttrice di Runaway nel film del 2006, torna oggi, dopo il giornalismo di inchiesta, a lavorare in quel mondo ma in modo nuovo - sta Alice, capelli rossi e guanti gialli retati, che ha proprio reinterpretato uno dei look di Andy, con quella cappa verde cangiante acquistata a un mercatino che ci ricordiamo molto bene. Le fa da contro canto l’amica Carlotta, che vestita rosso fuoco dalla camicia alla scarpa, passando per clutch e giacca, guarda a Miranda come vero idolo. E’ sempre Meryl Streep ad averla vinta, anche se nel sequel assistiamo a momenti di decadenza – per la nostra direttrice dal perfezionismo estremo e spietato e il distacco professionale- che fanno più ridere che scalfirne lo charme di iconica guida dello stile. 

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© il Resto del Carlino