Quando l’auserity riportò i cavalli in piazza
Nei film di famiglia di Home Movies le immagini del 1973: anno in cui la crisi energetica trasformò la faccia della città
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C’è stato un anno a Bologna, bel lontano dall’inizio del Novecento e anche molto dopo la Liberazione, in cui si tornò a girare col calesse. Siamo nel 1973, quando, in piena austerity a causa della guerra del Kippur che aveva spinto l’aumento incontrollato dei prezzi del greggio e il drastico taglio delle esportazioni dai Paesi del Golfo, i cittadini si vedono costretti a lasciare l’auto in garage e a girare a piadi, in bici, in bus… o a cavallo! Nella prima domenica ecologica, a Bologna , il 2 dicembre di quell’anno, ogni mezzo alternativo per gli spostamenti era necessario e concesso e naturalmente quell’episodio ci fa pensare all’oggi, con l’ennesima guerra che innesca la crisi energetica.
A riportarci indietro nel tempo e a farci – forse – riflettere un attimo sulle conseguenze più materiali dei conflitti (che dovrebbero portarci a ragionare su ’altro’ ben più drammatico), sono le immagini girate in 16mm dall’Azienda dei Trasporti di Bologna e oggi visibili sulla piattaforma homemovies100.it, il progetto della Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna, che raccoglie, digitalizza e mette a disposizione di tutti, alcune delle immagini più significative e rappresentative del ’secolo breve’, girate tra il 1925 e il 1989, tra piccole storie quotidiane e la grande Storia che fa capolino.
Da vent’anni infatti Home Movies-Archivio Nazionale del Film di Famiglia raccoglie e salva dall’oblio e dalla distruzione pellicole amatoriali provenienti da tutto il Paese, un patrimonio di incommensurabile valore storico, sociale e culturale altrimenti a rischio. Riavvolgendo il nastro della storia, ecco che si scoprono immagini che sembrano arrivare da un’epoca davvero remota nel ’filmino’ che diventa un prezioso reperto. Tantissima gente in piazza Maggiore (il turismo allora non era di moda), lungo via Rizzoli, e in via dell’Archiginnasio. Tutti col cappotto, le giacche di pelle o di stoffa scozzese e a scacchi, visto che ancora le giacche tecniche non andavano in città. E poi, incredibile, cavalieri che sembrano usciti dalla caccia alla volpe con la regina Elisabetta che scorrazzano con un certo autocompiacimento, una coppia in calesse che arriva dalle Due Torri e va verso Ugo Bassi, gli autobus verdi pieni zeppi di gente (molti già allora uscivano dall’entrata, certe abitudini sono senza tempo), addirittura i bus a due piani che ebbero vita breve. E poi tante biciclette, forse l’unica utopia ecologica che ancora resiste, a parte l’andare a piedi. Queste immagini sembrano uscire da un film distopico, o un film in costume, perché lo stile anni Settanta è qui al suo massimo splendore.
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