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Dalle Fiji seguendo il sole del Professore

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19.02.2026

Aver dovuto aspettare 10 anni per poterlo ricordare (come lui stesso aveva voluto), lontano dalla smania di chi vuole dire subito la sua con eventi di ogni tipo, è stato vincente. E lo si è capito immediatamente ieri, davanti alla prima testimonianza video dalle isole Fiji, quando Samantha Magick della libreria Baka Books ha letto alcune pagine del Professore, incorniciata da piante rigogliose e con un fior di loto tra i capelli. Era passato da poco mezzogiorno e dal canale YouTube della Fondazione Umberto Eco è partita ’ECO ECO ECO-A World-Wide Talk for Umberto’, padrona di casa Carlotta Eco, maratona lunga 24 ore, tra ricordi, pensieri, letture, musica di tutti coloro – sono oltre 300 i contributi video – che l’hanno conosciuto, dagli amici agli studenti, dagli accademici di tutto il mondo e fino alla comunità di Monte Cerignone, paesino delle Marche e ’buen retiro’ di Eco per 40 anni, dove i cittadini si sono dati appuntamento al Bar dello Sport – dove andava e "raccontava barzellette sulle suore polacche" per ricordarlo.

C’è poi un’intera classe del Liceo scientifico Vittorio Veneto, la II F, che legge a più voci, saltellando da uno studente all’altro, le 40 regole di scrittura tratte e rielaborate dalla rubrica La bustina di Minerva su L’Espresso. Lo stesso metodo corale sulle famose regole, proposto anche da un gruppo di insegnanti etiopi, dà parecchio brio al contributo e cattura l’attenzione. A Sofia, in Bulgaria, eccoci invece condotti nella caffetteria con libri ’Umberto & Co’ dove c’è anche una statua dedicata al professore che di notte s’illumina. Poi Elena Kostjukovic, la storica traduttrice che ricorda come la sua versione russa de ’Il nome della rosa’ sia stata la prima opera a portare in quella lingua la parola aggressione riferita ai fatti di Praga del ‘68 e il griot Diawne Diamanka — che Eco invitò a Bologna negli anni Ottanta per un progetto di antropologia anticoloniale — che intona un canto in lingua Peul accompagnato dal suo strumento monocorde. Ospiti coinvolti, coinvolgenti, come Jane Schulz, la vedova di Charles M. Schulz, che dal museo di Santa Rosa intitolato al marito, porta il ricordo nel mondo dei Peanuts "che Umberto Eco ha fatto conoscere in Italia, anche fondando la rivista Linus, affermando che fossero molto più di strisce a fumetti, erano arte, filosofia: è stato rivoluzionario".

A proposito di strisce è bello il ricordo del fumettista e sceneggiatore Igort, classe 1958, che dal 2018 dirige Linus: "Sognavo di lasciare la Sardegna e venire a Bologna – racconta –: il Dams era l’autorizzazione a delinquere intellettualmente, uscendo dai canoni, perché era l’università che faceva tutto quello che tu, da giovane lettore avido di fumetti, letteratura, fruitore di cinema, di musica, di tutto quello che poteva interessare un giovane curioso, cercavi". Michele Cogo di Bottega Finzioni, tra gli organizzatori della maratona con Riccardo Fedriga, Maria Chiara Galbiati, Roberto Grandi e Francesca Tancini, ha trovato il suo posto nel mondo grazie a Eco. Negli anni ha instaurato con lui un rapporto di fiducia, che l’ha portato a far tesoro dei suoi insegnamenti, tra cui capire la differenza tra l’erudizione o nozionismo e la cultura "perché lui sapeva tante cose, ma soprattutto sapeva cosa farne e le trasformava in cultura facendo cose bellissime, saggi, romanzi, e trasmettendole a tantissime persone in maniera coinvolgente". Coinvolgente la narrazione di Roberto Grandi, e la testimonianza di Tullio Pericoli che in occasione dei 60 anni di Eco gli regalò una microstoria del suo volto dalla nascita, con sessanta faccine illustrate e animate, con almeno trenta inventate, disegnandogli anche la barba. E poi il compagno di ginnasio, il fisarmonicista jazz Gianni Coscia, che ha ancora in mente i momenti passati insieme, le canzonette che ascoltava e che amava riscrivere, trasformando ’Tu sei romantica’ in ’Tu sei semantica’. La maratona cui hanno aderito anche Eshkol Nevo, Roberto Saviano, Luciano Canfora, Milo Manara, Paolo Fresu, Vittorio Giardino e tanti altri, termina oggi alle 12.


© il Resto del Carlino