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Le misure anti-sabotaggi: droni e intelligenza artificiale contro gli attacchi ai treni /

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17.02.2026

Roma, 16 febbraio 2026 – Lo Stato alza lo scudo a difesa delle infrastrutture critiche del Paese. All’indomani del vertice d’urgenza convocato al Viminale dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la strategia per contrastare la nuova ondata di sabotaggi alla rete ferroviaria è definita. Al tavolo del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica si sono seduti i vertici di polizia, carabinieri e guardia di finanza, insieme ai vertici dell’intelligence e ai manager del gruppo Ferrovie dello Stato.

L’obiettivo è unico: rispondere con la massima fermezza agli attacchi che negli ultimi giorni hanno paralizzato l’Alta Velocità, in particolare nei nodi di Roma, Bologna e Pesaro. L’analisi degli esperti della Digos e dell’antiterrorismo, condivisa durante il vertice, punta verso una possibile "regia unica” dietro i danneggiamenti dei pozzetti elettrici e il taglio dei cavi. Gli episodi, avvenuti con modalità quasi identiche e in punti strategici della rete, non vengono più considerati vandalismo isolato, ma azioni mirate. Il sospetto degli investigatori ricade sulla galassia anarco-antagonista, che avrebbe innalzato il livello dello scontro proprio in concomitanza con scadenze politiche sensibili. Durante la riunione è emersa la preoccupazione per una possibile escalation, con il rischio di atti emulativi su una rete ferroviaria che, per sua natura, è vasta e difficile da monitorare integralmente. Tenendo conto che tra l’altro si è passati da 9 azioni nel 2024 a 49 dell’anno scorso.

Il vero perno della risposta governativa risiede nel rafforzamento normativo. Tra le novità più rilevanti spicca l’introduzione di una specifica fattispecie di reato per l’attentato alla sicurezza delle infrastrutture, descritta dal presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri: “La norma punisce chiunque, con finalità di terrorismo, ponga in essere atti di violenza o sabotaggio che incidono sul sistema dei trasporti. La pena prevista è la reclusione dai 12 ai 20 anni. Rientrano in questa fattispecie – ha aggiunto Gasparri – l’utilizzo di un veicolo come arma, l’attacco diretto a infrastrutture, la creazione di un grave pericolo per la sicurezza della circolazione”.

Questa stretta normativa permetterebbe agli inquirenti di utilizzare strumenti d’indagine più incisivi e di richiedere misure cautelari proporzionate alla gravità dell’impatto sociale ed economico causato dai blocchi. Tra gli strumenti, droni per presidiare le aree sensibili e rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza anche con l’impiego dell’Intelligenza Artificiale. Intanto, Rete ferroviaria italiana (Rfi) ha assicurato un potenziamento della sensoristica anti-intrusione lungo i perimetri delle centraline elettriche. Mentre l’intelligence prosegue il monitoraggio dei canali social e dei siti d’area dove circolano i proclami contro le infrastrutture strategiche, l’attenzione resta massima anche per la sicurezza dei cantieri del Pnrr. Lo Stato ha deciso di non arretrare di un millimetro: la mobilità nazionale è un asset strategico e ogni attacco ai binari verrà trattato come una minaccia diretta alla stabilità del Paese. Da domani, i passeggeri troveranno una presenza più visibile delle forze dell’ordine, primo segnale di una vigilanza che non ammette distrazioni.


© il Resto del Carlino