Rifiuta di dargli ancora vino gratis. Commerciante ferita all’inguine: "L’ha colpita con un cacciavite"
Il negozio della vittima dell’aggressione, sopra il sindaco Emanuele Cavallaro
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Un cacciavite piantato all’inguine della moglie per un rifiuto all’ennesimo cartone di vino da regalargli, un’altra ferita alla sua mano. "Adesso abbiamo paura. Ha detto che tanto non gli accadrà nulla e tra poco sarà di nuovo libero. Mi ha minacciato davanti ai carabinieri e ai sanitari... ’Ti ammazzo’... tornerà".
Singh Sukhwinder, 36 anni, di origini indiane del Punjab, è il marito della 31enne rimasta ferita nella serata di sabato. Racconta ciò che la sua famiglia ha vissuto nelle ore precedenti, con fermezza.
Un uomo di 38 anni, noto in paese e spesso in preda a stati di alterazione, sostenendo di non avere denaro aveva chiesto un cartone di vino in omaggio sabato pomeriggio a sua moglie, titolare di un minimarket di Rubiera. Ed è stato accontentato. Ma due ore dopo si era ripresentato nuovamente con la stessa richiesta, stavolta rifiutata dalla donna, la quale ha chiesto all’uomo di allontanarsi. Ma lui, un indiano di 38 anni, non si è fermato. Poche ore dopo è tornato al vicino ristorante, gestito dal marito della donna, dove ha nuovamente incontrato la commerciante e si è acceso un diverbio.
"Era strano, credo avesse assunto droghe – racconta Singh, scosso –. Lo conosciamo, viene spesso. Due settimane fa ci aveva rubato una bottiglia di whishy. Urlava contro di noi parolacce, insulti, minacce".
Al culmine della lite il 38enne ha poi estratto un lungo cacciavite, avvicinandosi alla donna e colpendola all’inguine sinistro. Nel tentativo di fermarlo anche il marito è rimasto ferito a una mano. Immediato l’allarme alla centrale operativa del 118 e anche alle forze dell’ordine.
Sul posto sono intervenuti i soccorsi sanitari con l’ambulanza della Croce rossa e personale medico per prestare le prime cure. La donna è stata trasportata d’urgenza al Santa Maria Nuova, ma per fortuna non risulta essere in pericolo di vita. Nella serata di ieri era rientrata a casa. Il cacciavite non ha lesionato organi vitali. Sul posto sono intervenuti in fretta i carabinieri che hanno individuato l’indiano, poi identificato e portato in caserma: è stato denunciato per lesioni personali aggravate.
Ma il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, non ci sta.
"Desidero esprimere la mia solidarietà alla famiglia Sukhwinder per l’aggressione ricevuta dalla signora da parte di un soggetto armato di cacciavite. Le auguro una pronta guarigione – ha scritto sulla sua pagina Fb –. Credo che il fatto che chi compie un atto del genere, caratterizzato da palese futilità, e viene fermato dai carabinieri tempestivamente accorsi, non possa essere semplicemente ’denunciato a piede libero’. Qui le leggi vanno cambiate: non è un problema ’dei giudici’. Ci si occupa tanto di altre cose – dai rave alle manifestazioni – ma chi ferisce un altra persona – con un coltello o un cacciavite non può fare differenza – non può tornare a casa in attesa di giudizio, se c’è prova che è stato lui e che rappresenta un pericolo. I giudici applicano la legge, non la scrivono".
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