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Claudio Cicoli: “Non intendevo fare pubblicità”. E poi reagisce: vogliono la mia testa

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27.02.2026

Articolo: “Cicoli sponsorizza il privato”, Pd e alleati: il primario va cacciato. E il video incriminato sparisce

Claudio Cicoli non usa giri di parole. Il primario di Ginecologia e Ostetricia degli ospedali di Pesaro e Fano interviene sulla bufera politica esplosa dopo il video girato al Centro Arcadia e parla apertamente di attacco personale. Dopo la richiesta di rimozione avanzata dalla maggioranza, rilancia e respinge ogni accusa.

“Cicoli sponsorizza il privato”, Pd e alleati: il primario va cacciato. E il video incriminato sparisce

Dottor Cicoli, perché secondo lei il Pd ce l’ha con lei?

“Molto probabilmente hanno promesso la mia testa a qualcun altro. Che devo dire? Non lo so. Ma non vedo altro che un attacco personale”.

L’accusa è di aver promosso una struttura privata utilizzando il suo ruolo pubblico.

“Arcadia ha pubblicato un video in cui io, come professionista in extra-moenia, annuncio che da marzo collaboro con loro. Ho detto che metto a disposizione i miei 40 anni di esperienza presso il centro Arcadia. È quello che fanno tutti gli altri medici che lavorano lì”.

C’è una convenzione tra Arcadia e il sistema sanitario?

“Sì. La Regione Marche, tramite l’Ast, ha convenzionato Arcadia per far lavorare i medici in libera professione. In quella struttura l’80% dei medici sono ospedalieri, sia in intra-moenia che in extra-moenia”.

Perché ha scelto Arcadia?

“Perché lì lavorano molti miei colleghi ospedalieri e i pazienti mi ritrovano insieme ad altri professionisti. Io lavoro anche al Centro San Pellegrino (a Pesaro ndr) e ho un ambulatorio mio a Calcinelli. Figurarsi se vado a sponsorizzare altri centri”.

La critica è che abbia associato il suo ruolo pubblico a una struttura privata.

“Io ho 40 anni di servizio nel Servizio sanitario nazionale. La legge Bindi ha dato ai medici la possibilità di scegliere tra intra-moenia ed extramoenia. Io ho scelto l’extra-moenia: faccio il mio lavoro in ospedale e, fuori dall’orario, posso svolgere attività privata. È tutto previsto dalla legge”.

Quindi nessuna pubblicità? “Non era mia intenzione fare pubblicità. Era una comunicazione di servizio: dire che da marzo svolgo attività libero-professionale anche lì. Oggi i social sono un mezzo per raggiungere l’utenza. Non ho mai detto: venite nel privato e non andate in ospedale”.

Ha avuto un passato politico. Può aver pesato su questa vicenda?

“Sono stato consigliere provinciale e segretario provinciale di Forza Italia fino al 2004. Ho fatto anche delle battaglie quando allora si perdeva perché la sinistra qua incombeva. Adesso purtroppo stanno soffrendo e nella sofferenza molto probabilmente si abbassano questi attacchi personali”.

Vuole aggiungere qualcosa? “Ho sempre dato tutto al servizio pubblico. Se faccio attività libero-professionale, poi le pazienti che hanno bisogno di ricoveri o interventi vengono indirizzate nel Servizio sanitario nazionale. Non c’era nessuna volontà di fare pubblicità. Solo comunicare dove svolgo la mia attività privata. Tutto qui”.

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© il Resto del Carlino