Caso Aset, i sindacati frenano: "Ok, ma ora serve l’azienda unica"
Il servizio di raccolta dei rifiuti gestito da Aset (foto d’archivio)
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I sindacati frenano l’euforia: mentre Comune e Aset festeggiano la sentenza del Tar che conferma l’affidamento dei rifiuti ad Aset fino al 2050, Cgil, Cisl e Uil spostano il focus su lavoro, futuro dei servizi e scelte che non possono più essere rinviate come quella di "dare vita a un’unica azienda di servizi di ambito provinciale". Se la politica parla di "vittoria" e di stabilità, le organizzazioni sindacali mettono sul tavolo un’altra priorità: cosa succede adesso, concretamente, a lavoratori e servizi.
La sentenza, secondo i sindacati, è un passaggio importante, ma non chiude il tema. Lo sposta. E lo rende ancora più urgente. "Nei giorni scorsi – si legge in una nota congiunta di Roberto Rossini (Cgil), Maurizio Andreolini (Cisl), Maria Grazia Tiritiello (Uil) -, si è tenuto l’incontro tra il sindaco di Fano Luca Serfilippi e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria per un confronto sul futuro dei servizi pubblici locali gestiti da Aset spa anche in vista delle scadenze degli affidamenti per acqua, rifiuti e gas". L’incontro, specificano i sindacati, avviene dopo l’affidamento da parte dell’amministrazione comunale, alla società di consulenza Pricewaterhouse Coopers Business, di uno studio sugli scenari possibili per il futuro dell’azienda di servizi fanese al fine di poter scegliere la strada migliore da intraprendere nell’interesse del Comune, del territorio e dei cittadini. Un incarico, quello alla Pricewaterhouse Coopers Business, pagato 95mila euro.
"Qualsiasi percorso si intenda intraprendere – sottolineano i sindacati – occorrono precise garanzie sul piano occupazionale e professionale: fondamentale tutelare tutti i posti di lavoro, salvaguardare le mansioni e i ruoli di tutti i lavoratori e garantire la piena valorizzazione delle competenze presenti in tutti i settori di Aset". La prima richiesta riguarda le garanzie sul lavoro. I sindacati chiedono che qualsiasi scelta venga fatta parta da qui e nessuna operazione sul futuro dell’azienda può prescindere da questo. Ma il punto più forte è un altro.
Le organizzazioni sindacali rilanciano una proposta strategica: "Dare vita a un’unica azienda di servizi di ambito provinciale. Una scelta determinante per garantire ai cittadini un servizio di qualità superiore e standard prestazionali più elevati. Attraverso una gestione integrata, sarà infatti possibile sbloccare una capacità di investimento più solida e rilevante, indispensabile per ammodernare e potenziare settori essenziali e primari come il ciclo idrico integrato e la gestione dei rifiuti. Tale percorso, oltre a massimizzare l’efficienza gestionale a beneficio della collettività, permetterà di offrire ai lavoratori tutele più forti e garanzie professionali più ampie all’interno di un sistema industriale più robusto e strutturato. Su queste considerazioni abbiamo predisposto una nota, che invieremo – concludono – ai sindaci del territorio".
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