Balla sui tavoli e si rompe il braccio. Porta in tribunale il locale ma perde
Balli in discoteca (. foto d’archivio
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Sale sul tavolo a ballare in discoteca, cade e si rompe il braccio: chiede 26mila euro di danni ma i giudici le dicono no. È quanto accaduto a una cliente della discoteca Geko di San Benedetto, che dopo essersi fatta male durante una serata aveva chiesto di essere risarcita. Ma la Corte d’appello di Ancona ha chiuso definitivamente la partita: nessun danno da pagare. Per i giudici non è stata provata la dinamica raccontata dalla cliente e quindi non è dimostrato alcun nesso tra il locale e l’incidente.
La vicenda risale alla notte del 12 settembre 2021, intorno alle tre e mezza. La donna aveva raccontato di essere stata travolta dalla folla mentre ballava sulla pedana della pista e di essere caduta urtando un bancale non fissato. Da qui la causa contro il proprietario della discoteca. Il gestore del locale ha fornito però una ricostruzione opposta. Secondo la difesa la cliente era stata più volte richiamata dal personale di sicurezza, dai camerieri e anche dagli addetti all’impianto fonico, perché in quel periodo, in base al decreto legge sulle misure anti-Covid, nei locali era vietato ballare. Nonostante i richiami, la donna avrebbe improvvisamente iniziato a ballare sul tavolo assegnato al suo gruppo e, in evidente stato di alterazione probabilmente dovuto all’alcol, avrebbe perso l’equilibrio cadendo a terra.
Il Tribunale di Ascoli aveva già respinto la richiesta di risarcimento. La donna ha provato a ribaltare la decisione con l’appello, sostenendo che testimonianze e fotografie dimostravano il sovraffollamento del locale e la presenza di bancali pericolosi ai bordi della pista. La Corte d’appello, però, non ha cambiato idea. Per i giudici la dinamica dell’incidente raccontata dall’attrice non è stata provata. L’unico testimone che confermava quella versione era una persona legata da amicizia alla donna, mentre diversi altri testimoni hanno descritto una scena diversa: la cliente che sale sul tavolo e cade da sola perdendo l’equilibrio.
Uno degli addetti presenti quella sera ha raccontato di aver visto una ragazza cadere dal tavolo mentre ballava e di averla soccorsa subito dopo la caduta, quando il braccio appariva gravemente ferito. Ha anche ricordato che il personale aveva più volte invitato i clienti a restare seduti ai tavoli. Nemmeno le fotografie presentate nel processo hanno convinto i giudici. Non era possibile stabilire quando fossero state scattate e quindi non dimostravano che il locale fosse effettivamente sovraffollato proprio quella notte. E quindi l’appello è stato respinto e la sentenza confermata.
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