"Sesso per purificarsi": sgominata la setta dello sciamano. Adepti isolati e costretti a pagare
La psico setta reclutava i suoi adepti tra Marche e Umbria (due frame dal video della polizia)
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Apecchio (Pesaro Urbino), 31 marzo 2026 – Costretti a lasciare tutto, a pagare, a obbedire. E in un caso anche a subire rapporti sessuali “per purificarsi”. Dietro la facciata di un percorso spirituale, la polizia ha scoperto una presunta setta che per anni ha avuto radici anche nell’entroterra pesarese. L’indagine, coordinata dalla Procura di Perugia e condotta da squadra mobile e Sco, ha portato al fermo di quattro persone, tre già in carcere, una da estradare mentre altre due risultano indagate a piede libero.
Le accuse vanno dalla truffa alla violenza sessuale
Le accuse sono pesanti: associazione per delinquere, truffa, estorsione e violenza sessuale. E c’è un dettaglio che riguarda da vicino il territorio: prima di trasferirsi in Umbria, dove oggi la comunità aveva sede a Pietralunga, il gruppo aveva operato per anni ad Apecchio, all’interno di un agriturismo. È lì che, secondo gli investigatori, si sarebbe consolidato il sistema.
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Le figure chiave e i ruoli di maestri e guaritori
Un sistema costruito attorno a figure ben precise: “maestro”, “maestra”, “sciamano”, “guaritore”. Ruoli che, secondo l’accusa, non erano solo simbolici ma funzionali a un’organizzazione capace di reclutare, controllare e trattenere gli adepti. L’obiettivo sarebbe stato quello di carpire fiducia, isolare le persone e renderle sempre più dipendenti dal gruppo.
L’inchiesta dalla segnalazione di un padre
L’inchiesta nasce dalla segnalazione di un padre. Il figlio, nel 2023, aveva iniziato a frequentare corsi di “alchimia”. Poi il distacco: lavoro lasciato, rapporti interrotti, trasferimento nella comunità tra Pesaro Urbino e l’Umbria, e pagamenti mensili per restare nel “percorso”. Secondo quanto ricostruito, chi entrava veniva progressivamente allontanato dalla propria vita precedente. E chi provava a uscire, si sarebbe trovato di fronte a pressioni e minacce, con la prospettiva di conseguenze negative.
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Rapporti sessuali per la “purificazione”
A rendere ancora più inquietante il quadro è il racconto di una donna che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata costretta a subire rapporti sessuali da uno degli indagati, un 56enne, convinta che fosse una pratica necessaria per la “purificazione dell’anima”. Un episodio che rappresenta il punto più grave di un meccanismo di controllo psicologico ritenuto dagli investigatori molto forte.
Il caso finisce in tv
La vicenda è finita anche al centro della trasmissione Rai Far West, che ha raccolto le testimonianze di alcuni ex adepti. Racconti che parlano di persone completamente assoggettate ai voleri dello “sciamano”, descritto come capace, a suo dire, di “far nascere Cristo” dentro ciascuno. Il passaggio da Apecchio all’Umbria non avrebbe cambiato la sostanza. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe continuato a operare con le stesse modalità, mantenendo una struttura interna precisa: chi reclutava, chi gestiva i riti, chi si occupava delle presunte pratiche curative. Ora sarà il giudice per le indagini preliminari a decidere sulla convalida dei fermi e sulle misure cautelari.
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