I pericoli che hanno dovuto affrontare le donne
Il libro scritto da quattro autrici di Cesenatico
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Quattro donne che hanno messo in luce un movimento tenuto nell’ombra. Carla Belletti, Fiorella Casali, Antonella Armuzzi, Pascale Buda, autrici del libro ‘Donne nella Resistenza. Cesenatico 1943-1945’ ci hanno raccontato la storia di Wally Cortesi, Pia Battistini e Maria Fantini, e di tante altre donne del nostro territorio impegnate nella Resistenza. Noi abbiamo scoperto così quanto fosse difficile e pericoloso il loro lavoro. Queste donne rischiavano la vita ogni giorno. Molto spesso non avevano armi e non combattevano, ma bastava poco per essere scoperte dai fascisti o dai soldati tedeschi. Potevano essere arrestate, picchiate o addirittura uccise. Alcune vennero deportate nei campi di concentramento. Molte facevano le staffette: portavano messaggi, cibo o armi ai partigiani. Viaggiavano in bicicletta o a piedi, anche di notte. Sembrava una cosa normale, ma era pericolosissima.
Aiutare partigiani o famiglie ebree significava mettere in pericolo anche la propria famiglia. Nonostante tutto, queste donne non si fermarono. Avevano paura, ma continuavano a lottare. Non cercavano premi o gloria, volevano solo la libertà e un futuro migliore. Sono state davvero coraggiose. Le donne della Resistenza hanno contribuito a costruire la democrazia italiana, e a lottare per ottenere i diritti fondamentali. E possono essere un esempio per le donne italiane che ancora oggi continuano a combattere per la parità e contro la violenza di genere.
Gli studenti della classe III C
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