menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Guerra e viaggi, quali sono le mete per Pasqua: "Prenotazioni latitanti"

15 0
18.03.2026

Daniela Brasini e Annalisa Guidi

Articolo: Vacanze di Pasqua, la guerra cambia i piani: “Prezzi e limitazioni, adesso è più difficile organizzare viaggi”

Articolo: Caos voli: “Mesi di lavoro persi per trovare un piano B. Richieste di cambio anche per il Mar Rosso”

Cesena, 18 marzo 2026 – Effetto guerra sui viaggi. La mappa delle mete turistiche si adatta alla situazione che cambia: tra rincari dei voli e destinazioni alternative. Il problema non riguarda solo chi deve partire per vacanza, ma anche chi si muove per lavoro e chi si sposta per raggiungere familiari e affetti.

"C’è molta preoccupazione”

“L’effetto della guerra sulle prenotazioni dei Cesenati si sta facendo sentire – spiega Roberto Albano dell’agenzia Travel Planet –. Da parte del cliente c’è molta preoccupazione. Chi ha già prenotato una vacanza non sa se partire o meno, mentre le nuove prenotazioni sono latitanti. I Paesi del Golfo sono sconsigliati dalla Farnesina, per ora, fino a fine marzo. Abbiamo clienti che dovrebbero partire per Pasqua verso l’Oman, Qatar e Dubai. Possono cambiare destinazione senza pagare nessuna penale. La gente ha paura, abbiamo un cliente che deve partire per la Tunisia a giugno e non vuole partire, anche se non ci sono rischi”.

Perdita di 71mila euro di fatturato

In questo clima di incertezza, la Federazione italiana agenzie viaggi ha denunciato una perdita prevista di 71mila euro di fatturato ad agenzia per quest’anno. I dati sono frutto di un’indagine tra associati, ma le stesse agenzie parlano di un 38% di cancellazioni per le destinazioni a lungo raggio.

Vacanze di Pasqua, la guerra cambia i piani: “Prezzi e limitazioni, adesso è più difficile organizzare viaggi”

Impennata costi voli e carburante

Poi ci sono i costi del carburante, impennati verso l’alto dall’inizio della guerra nel Golfo. I prezzi dei voli aerei per i prossimi mesi non hanno ancora assorbito completamente i rincari, ma si teme un’impennata. “Lunedì mattina – prosegue Roberto Albano – ho prenotato un biglietto per il giorno successivo per un cliente che viaggia per lavoro. Un biglietto per Parigi, con partenza ieri mattina e rientro in serata, con solo bagaglio a mano, gli è costato 1.200 euro. E’ una cifra con cui si va in California e si torna indietro”.

Aeroporti e nuovi voli, 2 milioni per eliminare l’addizionale. Ma è scontro sulla nuova legge regionale

Quali sono le mete preferite ora

L’incertezza geopolitica ridisegna le preferenze dei viaggiatori cesenati. Si sta infatti registrando un aumento della domanda per alcune destinazioni percepite come più stabili, tra cui Spagna, Grecia, Italia, Capo Verde, Caraibi e Africa.

“Diverse le destinazioni alternative richieste dai cesenati – spiega Gianluca Manuzzi, di Viaggi Manuzzi – chi non vuole andare troppo lontano sceglie Canarie, Capo Verde e Mar Rosso. Gettonati Caraibi e Maldive, con voli diretti dall’Italia che non fanno scalo nell’area del Golfo. Per quanto riguarda le conseguenze della guerra, gli effetti sono molto simili a tutte le crisi internazionali degli ultimi anni. Da ultimo l’esperienza Covid che aveva bloccato tutte le attività di travel. È necessario che la capacità di gestione di una crisi sia parte integrante di un’organizzazione di viaggi: perché rimpatri, cancellazioni, assistenza in loco, non possono essere assolutamente improvvisati, ne’ sul piano organizzativo né su quello finanziario. Noi abbiamo avuto clienti a Dubai, quando è esplosa la guerra, e siamo riusciti a farli rientrare dall’Oman con il primo volo effettuato dalla Farnesina”.

In estate si punta al Mediterraneo Occidentale

“Per noi queste settimane – spiega Daniela Brasini che dirige Marimba Viaggi Cesenatico, assieme ad Annalisa Guidi – sono state di lavoro intenso focalizzato a far rientrare i clienti che si trovavano in Medio Oriente e in Estremo Oriente, e che avevano voli in transito nelle zone interessate dalla guerra. Abbiamo fatto rientrare clienti dall’Australia, Cina, India, Giappone, Thailandia, Vietnam. Molti devono ancora rientrare. Ma la cosa importante è che siamo riusciti a dare l’assistenza giusta ai clienti che si trovano dall’altra parte del mondo e sono molto preoccupati. Le ripercussioni sulle prenotazioni ci saranno sicuramente. Le destinazioni che andranno per la maggiore per l’estate saranno quelle della parte del Mediterraneo Occidentale. Molti hanno timore anche di recarsi in Grecia e Mar Rosso”.

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino