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Si riapre il caso di Leonardo: “Fu bullismo, ora la verità”. I genitori: “A scuola con le cuffie per non sentire gli insulti”

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14.03.2026

Leonardo Calcina aveva 15 anni. A destra i genitori Francesco e Viktoryia mostrano la pdl per il reato di bullismo

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Ancona, 14 marzo 2026 – Il tribunale dei minorenni riapre il procedimento penale sulla morte di Leonardo Calcina, annullando di fatto la precedente archiviazione: fissata l’udienza per il 15 aprile. Una svolta giudiziaria per il quindicenne di Senigallia che si è tolto la vita a ottobre 2024, secondo i genitori dopo aver subito ripetuti episodi di bullismo. La Procura aveva proceduto alla richiesta di chiusura del caso senza informare dell’archiviazione il padre e la madre di Leonardo. Venuti a conoscenza dell’archiviazione, l’avvocato della famiglia, Pia Perricci, ha presentato reclamo al Tribunale dei minori per chiedere la riapertura del caso, dimostrando anche le ragioni per cui fosse necessaria la prosecuzione delle indagini. “Speriamo che finalmente sia fatta chiarezza – commenta ora il padre di Leonardo, Francesco Calcina – soprattutto sulla mancata vigilanza all’interno della scuola”.

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Cosa vi aspettate dall’udienza di aprile?

“Speriamo in un approfondimento delle indagini, la mancanza dell’avviso di archiviazione ci ha dato l’occasione di chiedere ai magistrati di valutare se sia stato fatto il possibile per accertare la verità e siano stati presi in considerazione i suggerimenti e le indicazioni fornite dal nostro avvocato”.

Dove va cercata la verità?

“È impossibile che a scuola nessuno sapesse quanto stava accadendo a Leonardo. Che la situazione nella classe non fosse serena è abbastanza evidente, tanto che mio figlio portava le cuffie per non sentire le continue prese in giro e le parole di scherno che gli venivano rivolte. Ad una supplente è bastato un giorno per rendersi conto del clima particolare di quella classe. La scuola ha pensato più al suo buon nome che a scoprire la verità”.

Voi genitori vi state battendo per avere una legge sul bullismo: perché pensate sia importate?

“Abbiamo depositato a Roma, in Cassazione, il testo della proposta di legge di iniziativa popolare che, per essere discussa in Parlamento, va sostenuta da 50 mila firme entro il 16 di agosto. Noi vorremmo che da questa questa tragedia, che per noi non avrà mai fine, nasca qualcosa di buono per gli altri. Attraverso la legge vorremmo dare degli strumenti legali alle scuole per intervenire in caso di bullismo. Non pensiamo ad una legge solo punitiva. Certo servono le sanzioni, ma è importante che le scuole possano fare prevenzione, intervenendo sia nei confronti degli studenti prepotenti sia per aiutare chi viene preso di mira”.

Chi abbia intenzione di sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare contro il bullismo può farlo sul sito del Ministero dell’Interno con le credenziali Spid, Cns o Cie o in forma cartacea nella propria città di residenza: nelle Marche si può firmare in quasi tutti i Comuni.

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