I fantasmi della Recanatese: "Non perdiamo l’autostima"
Giovanni Pagliari, allenatore della Recanatese
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In questa tribolatissima stagione della Recanatese, ogni volta che intravedi anche un minimo barlume che possa far preludere ad una svolta positiva, nel turno successivo arriva, puntuale, la smentita. È una pessima costante che sta accompagnando l’annata dei giallorossi con le inevitabili conseguenze per la classifica che sono sotto gli occhi di tutti.
Se contro l’Atletico Ascoli avevamo assistito ad una prova dignitosissima con la vittoria sfumata per un rigore che abbiamo definito discutibile, domenica scorsa vecchi e nuovi "fantasmi" sono ricomparsi in quella che invece doveva essere la prima di nove finali. Il primo quarto d’ora, quello che in troppe circostanze è stato determinante in senso negativo anche stavolta ha indirizzato la gara in favore degli avversari.
Sin dal fischio d’inizio si è avuta subito la sensazione di una compagine barcollante quasi in fatale attesa del colpo del k.o che puntualmente è arrivato nemmeno al terzo minuto con la "replica" poi alla mezz’ora. Amadio, in occasione della prima rete avrà pure compiuto una prodezza, centrando di destro il palo lontano ma, dopo un corner, ha potuto prendere la mira assolutamente incontrastato da una difesa ferma. Discorso ancora più grave nel secondo gol nel quale De Santis, in tutta tranquillità, è uscito palla al piede, dall’area di rigore, ha evitato lo svagato Giusti con un tunnel e battuto ancora l’incolpevole Zagaglia con le stesse modalità del compagno. Dalla tribuna è sembrato tutto agevole, a dispetto dei propositi bellicosi che erano stati annunciati in settimana.
Come sempre e forse più di sempre, visto l’attuale "stato di grazia" del Pomezia, rimediare è stato praticamente impossibile nonostante sull’impegno, la volontà e l’abnegazione non c’è assolutamente nulla da ridire. "Io sono convinto che questa squadra abbia tutte le possibilità per raggiungere l’obiettivo – ha ribadito in sala stampa Giovanni Pagliari –, poi se non sarà salvezza diretta vorrà dire che avremo un supplemento di sofferenza. È inconcepibile però lavorare tutta la settimana a duemila all’ora e dopo pochissimi minuti ti ritrovi con una gara tutta in salita. L’ho detto ai ragazzi: sono stati in tempeste molto più pesanti: qui c’è una società che ti appoggia, mentre in altri lidi non vedevi il becco di un quattrino. Quindi – conclude Pagliari – dipende da noi anzitutto non perdendo l’autostima, perché la partita la fai anche con squadre forti ed il Pomezia, adesso come adesso, fa parte di quel gruppo di compagini tra le più competitive del girone". Il mantra adesso è darci dentro e per far capire l’antifona, nonostante la sosta, la truppa si ritroverà già oggi pomeriggio.
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