Achille Lauro a Bologna: “Vivo nello stupore verso me stesso”
Achille Lauro: concerto da tutto esaurito all'Unipol Arena di Bologna
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Bologna, 20 marzo 2026 – Ad Achille Lauro quella storia piace. La parabola del ragazzo cresciuto in un ambiente "marcio e senza cultura" che, spinto da inesauribile forza d’animo, riesce a riscrivere il destino fino a diventare una delle popstar più amate e influenti della propria generazione, infatti, gli calza a pennello. Vicenda che, raccontata così, sembra uscita da un romanzo di formazione contemporaneo, ma, a ben guardare, è meno lontana dalla realtà di quanto sembra. "Vivo nello stupore verso me stesso", confessa lui, in concerto all’Unipol Arena questa sera (con secondo round dal vivo il 29 marzo) contestualmente all’arrivo in radio di In viaggio verso il paradiso, singolo accompagnato da un videoclip girato a Bari durante la tappa pugliese di questo tour. Per lui, si sa, lo stupore non è un effetto speciale, ma una direzione; una specie di bussola interiore.
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“Cerco lo stupore, solo il mio”
"Negli anni, soprattutto a Sanremo, mi è stato spesso rimproverato un gusto eccessivo per l’effetto sorpresa" dice "quasi che ogni gesto fosse calcolato per scuotere il pubblico. Ma non è così. Non ho mai cercato lo stupore degli altri, ma soltanto il mio". Te ne accorgi quando esegue Cristina sfacciatamente in playback, per tirare una linea tra l’entertainer e l’interprete, tra chi sul palco recita un ruolo e chi vive sulla pelle quel che canta. Basta ascoltarlo quasi commuoversi mentre intona Perdutamente, con lo straziante ricordo di quella madre che la canta al funerale del figlio vittima del rogo di Crans Montana, per capire cosa intenda dire con quella provocazione.
L’album ‘Comuni mortali’ al centro dello show
Lo spettacolo mette al centro l’ultimo album Comuni mortali, arrivato dopo l’exploit sanremese di Incoscienti giovani per sederlo tra la gente, con le sue canzoni e le iniziative di quella Fondazione Madre creata per offrire un sostegno ai ragazzi in situazioni di fragilità. "Oggi sento di avere con chi mi ascolta un legame vero, quasi fisico", ammette De Marinis, che il 7 giugno porta il suo show da stadi pure al ‘Romeo Neri’ di Rimini.
“Il pop è la musica che diventa di tutti”
"E’ un filo che attraversa le età e tiene insieme generazioni diverse. Se questo è accaduto, credo sia grazie al pop, anche se in Italia questa parola viene spesso guardata con sospetto, come se fosse una scorciatoia, un sinonimo di musica leggera, artificiale, senza anima. Io invece continuo a pensare che il pop, nel suo significato più alto, sia qualcosa di molto semplice e molto serio: è la musica che diventa di tutti. La musica che entra nella vita delle persone e ci resta. Non ho scritto il repertorio di Comuni mortali inseguendo numeri, algoritmi o classifiche, ma cercando piuttosto di fare grandi canzoni, quelle che magari non fanno subito rumore, ma che con il tempo trovano una casa dentro chi le ascolta. L’unica ambizione che mi è rimasta, infatti, è lasciare qualcosa nelle persone; lo stesso segno che hanno lasciato in me grandi cantautori come Antonello Venditti, da cui ho imparato cosa può essere davvero una canzone. Ho scritto il disco tra Los Angeles e New York, ma, quando l’hanno ascoltato i miei amici, la reazione è stata: ‘Sembra la musica de Torvajanica’. E forse hanno ragione. Perché Torvajanica, per noi ragazzi, era l’estate: il mare, la macchina con lo stereo acceso, e una sequenza infinita di grandi classici che suonavano senza sosta. Quelle canzoni che diventano ricordi mescolandosi alla vita, alle scoperte, alle passioni, alle sventatezze dell’età. In fondo ognuno si porta dentro la sua Torvajanica: un luogo, reale o immaginato, dove la musica smette di essere solo musica e diventa memoria condivisa".
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La probabile scaletta di Achille Lauro
La scaletta ufficiale di questa sera non esiste, quello che possiamo sapere è la sequenza delle canzoni che ha cantato il 16 marzo al Forum di Assago:
Una stupida storia d'amore
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