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Il commento. La V nera. Film da sogno, ma senza regia

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21.02.2026

Quanto conti una regia potrebbero dirlo, oggi, tanto Dusko Ivanovic quanto Marco Belinelli. Il Sergente di Ferro, che aveva iniziato la stagione con quattro play di ruolo – capitan Pajola, Hackett, Taylor e Vildoza – si trova improvvisamente quasi senza risorse. Se l’argentino Vildoza dovesse prendere un raffreddore per la Virtus, oggi, sarebbero dolori. Sembrava una pazzia, a inizio stagione, una Virtus con quattro play. Il disegno era chiaro, però, sgravare Hackett di responsabilità spostandolo in altri ruoli, e avere elementi in grado di inventare. Brandon ha chiesto e ottenuto di essere ceduto. Pajola è finito sotto i ferri e ne avrà per un altro mese. E Danny-Boy si è azzoppato giovedì. Stasera, tutto, o quasi, sulle spalle di Vildoza.

Marco Belinelli è uno che si intende di registi. Ha sublimato la carriera con Baron Davis, Chris Paul e Tony Parker. L’ha chiusa con Teodosic costruendo poi un asse straordinario con Ale Pajola.

E’ destino che, una volta chiusa la carriera, Beli confidi sempre su registi doc. Domani esce il docu-film sulla sua vita. Anteprima a Torino, poi, da metà marzo, in altre sale. Pellicola da non perdere: Beli fa sempre canestro anche con registi cinematografici.


© il Resto del Carlino