L’impresa Edwards esalta una Virtus al top
Francesco Ferrari, classe 2005, entra nel migliore dei modi e realizza punti importanti regalando fiducia e coraggio ai compagni di squadra (Ciamillo)
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OLIDATA : Edwards 28, Niang 6, Alston Junior 27, Jallow 4, Diouf 4, Akele, Morgan 12, Ferrari 11, Smailagic 2, Diarra 10, Accorsi ne, Baiocchi ne. All. Ivanovic
EA7 MILANO: Ellis 4, Bolmaro 10, Shields 8, Leday 8, Nebo 6, Ricci 19, Brooks 21, Tonut 2, Guduric 13, Mannion 3, Diop ne, Youssef ne. All. Poeta.
Arbitri: Attard, Gonella, Valzani.
Note: parziali 30-22; 54-45; 74-73. Tiri da due: Virtus 30/40; Olimpia 23/42. Tiri da tre: 7/23; 12/28. Tiri liberi: 23/25; 12/19. Rimbalzi: 33; 29.
Mancano tre playmaker? E chi se ne accorge. Affermazione, eccessiva, d’accordo, perché la Virtus perde tanti palloni (17). Ma, aspetto più importante, non perde mai la testa (in tutti i sensi) e non perde la partita, scavando un solco pesante con una Milano che, per la seconda volta, potrebbe approfittare delle defezioni della V nera. Ricordate in Eurolega una Virtus senza centri e senza Edwards? Stavolta il buco è in regia, ma Milano non solo non ne approfitta, ma gioca per lunghi tratti senza play. Agevolando una Virtus che resta davanti per 40 minuti.
Non ci sono effetti speciali: il baby Baiocchi in quintetto a portar palla. Ma una squadra atletica con Niang come guardia. Bologna parte bene e, dopo il 2-2 firmato da Shields resta sempre davanti. La Virtus non ha registi – e Morgan pasticcia parecchio –, ma mostra quel cuore e quella determinazione che esaltano Francesco Ferrari. L’ex Cividale, dopo aver rotto il ghiaccio a Napoli, prosegue nel suo momento magico, 7 punti in un amen e con lui vola sul + 26-17. Milano si riavvicina con l’ex Ricci, 34-31, ma l’efficacia di Alston Junior consente alla V nera di toccare anche il -12 sul 48-36.
Milano rientra alla fine del terzo quarto e, sul 74-73, ha pure la palla per il sorpasso. Ma Edwards, che Ivanovic aveva risparmiato nella terza frazione, dopo una regia molto attenta, comincia a fare canestro. Dal possibile sorpasso si passa, in un amen, all’82-73. La Virtus ha il pallino in mano e non lo molla più. Non riesce a colmare il gap del -11 subito all’andata, ma sei punti di vantaggio, in classifica, sono un bel divario da amministrare per un gruppo che, non dimentichiamolo, deve recupererà i play. Hackett e Vildoza già domenica a Reggio. Poi Pajola.
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