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La rinascita del lago incantato, così Pilato (ri)mette gli occhiali: “Ma accadrà sempre più di rado”

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22.06.2026

Il lago di Pilato dall’alto agli inizi di giugno con i due bacini uniti a comporre la classica forma degli occhiali (foto Parco dei Sibillini); sotto a sinistra, nevai e piccoli iceberg lo alimentano (foto Gionada Fermanelli)

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Montemonaco (Ascoli), 22 giugno 2026 – Sotto il profilo di pietra del Gran Gendarme il lago di Pilato è tornato a mettere gli occhiali. Non accadeva da otto anni che i due bacini effimeri che nel cuore dei Sibillini vivono il respiro di una stagione si toccassero descrivendo la forma aurea dei tempi migliori, quella di millenni di storie ancestrali, riti magici, negromanti, streghe e cavalieri erranti, come il Guerin Meschino di Andrea di Jacopo da Barberino che scese nell’antro della Sibilla e trovò un’Atlantide nelle viscere della montagna. Non più di due anni fa le cronache ne descrivevano l’agonia e la sete di mesi avidi di pioggia e inverni senza neve, la materia prima che a quasi duemila metri, nel grande serbatoio della conca del Vettore, alimenta il lago........

© il Resto del Carlino