L'editoriale/ Rimbocchiamoci le maniche
Evitiamo per una volta di dire come è andata e come andrà in futuro, al passaggio di fine anno, magari con il solito racconto lamentoso per il passato e il suo carico di preoccupazioni per il futuro legato a un mondo in subbuglio. In questo tipo di racconto si annulla in partenza il cammino già percorso e si mescola tutto con la consueta approssimazione: fatti più o meno seri di casa nostra e incognite internazionali. Prendiamo piuttosto l'impegno, in questi tempi oggettivamente perigliosi, di fare tutto ciò che serve e di mantenere i nervi saldi, di aumentare la consapevolezza di quello che siamo davvero e di quello che ancora di meglio potremmo diventare. Rimbocchiamoci le maniche e bandiamo i piagnistei. Sottraiamoci al gioco nazionale delle geremiadi e dei pronostici che dicono e non dicono, come è anche un po' normale perché nessuno ha la sfera di cristallo, e prepariamoci ai tornanti che dobbiamo affrontare. Se scattasse la convinzione diffusa che in Italia sono state fatte cose e che ciò significa che altre se ne possono fare, di sicuro eviteremmo almeno quello che non ci possiamo più permettere: perderci in piccole lotte di fazione in una stagione di crisi internazionali geopolitiche e geoeconomiche.
Sarebbe più........
