I rating e la crescita che nessuno racconta
L’ulteriore promozione di Standard&Poor’s, che venerdì scorso ha confermato all’Italia il rating BBB alzando l’outlook da stabile a positivo, è arrivata in contemporanea con la stima preliminare del Pil del quarto trimestre: un 0,3% che ha sorpreso tutti, anche perché accompagnato da una revisione al rialzo del precedente dato del terzo trimestre, da 0,1% a 0,2%. L’economia italiana, dunque, non corre, ma non è ferma, come molti temevano. Ed è cresciuta di più negli ultimi sei mesi che nei precedenti sei.
Inoltre, un giudizio oggettivo sull’andamento del nostro sistema produttivo in questo momento storico non può prescindere da due considerazioni chiave: siamo l’unico grande Paese avanzato occidentale con una popolazione calante e, contemporaneamente, in avanzo pubblico primario prima del pagamento degli interessi sul debito (già dal 2024). Sono due aspetti fondamentali per giudicare in modo realistico la nostra attuale performance. Infatti, se la popolazione cala ci sono meno consumatori e quindi, poiché i consumi rappresentano in Italia quasi il 60% del PIL dal lato della domanda, è chiaramente più difficile far crescere il PIL se gli abitanti diminuiscono. Allo stesso tempo, se si è in avanzo pubblico primario significa che si “sottraggono” potenziali risorse statali che potrebbero essere spese in deficit per sostenere l’economia privata e, quindi, anche in questo caso è più difficile far crescere il PIL, come nel caso di un calo demografico. Eppure, nonostante questi due vincoli esterni,........
