Padova, sensori hi-tech nell’acquedotto con 15 milioni di fondi europei: «Stop agli sprechi»
Sotto l’asfalto di Padova c’è un mondo invisibile che respira, scorre e, da oggi, comunica. Ogni volta che apriamo il rubinetto per riempire un bicchiere d’acqua o per fare una doccia, compiamo un gesto quotidiano e scontato.
Ma cosa accade un metro e mezzo sotto i nostri piedi, tra i vicoli del centro e i quartieri della periferia? Lì, nel buio della terra, si snoda una fitta ragnatela di tubazioni che per decenni ha viaggiato in silenzio. Oggi, però, quella rete sotterranea ha preso vita ed è diventata intelligente.
Occhi sotto l’asfalto
Immaginate di potervi rimpicciolire e scendere sotto la superficie, addentrandovi in quella cavità ombrosa dove l’acqua corre a pressione costante. Un tempo, per scoprire una perdita invisibile, bisognava aspettare che l’acqua affiorasse in superficie spaccando l’asfalto, oppure procedere a tentoni con lunghi scavi.
Oggi la storia è cambiata. Camminando tra i condotti ci si imbatte in piccoli occhi elettronici e orecchie digitali: sono i nuovi sensori di portata e di pressione. Dispositivi avanzati, incastonati nelle condotte, che lavorano senza sosta per monitorare il battito cardiaco della rete idrica cittadina.
Questi sensori ipogei rilevano ogni minima variazione di flusso e ogni sbalzo di pressione, inviando impulsi verso la superficie. È qui che il........
