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Disabile derubato due volte a Padova: «Ora lascio le chiavi in auto»

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10.04.2026

«Evidentemente l’auto di un disabile interessa particolarmente ai ladri». Diego Dainese, 63 anni, lo dice con un sorriso amaro mentre racconta l’ultimo episodio che lo ha visto protagonista: nella notte tra mercoledì 8 e giovedì 9 aprile i malviventi sono tornati a visitare la sua Renault Kangoo del 2001, attrezzata per il trasporto di carrozzine. È la seconda volta in un mese.

«Stavolta, per evitare che mi rompessero di nuovo finestrini o serratura, ho lasciato la macchina aperta. Tanto non c’era niente di valore», spiega l’uomo, residente tra l’Arcella e Mortise, che da due anni convive con una disabilità ed è in cura oncologica.

Il bottino? Un gilet del Fotoclub “Ferma l’immagine” di Vigonza, associazione culturale di cui fa parte.

«Prima o poi lo vedrò passare con il gilet addosso e mi farò una bella risata», ironizza, ma dietro la battuta si nasconde l’amarezza di chi si sente preso di mira.

Il primo furto era avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 marzo in via Mancinelli. Allora i ladri avevano forzato la portiera per rubare due uova di Pasqua, rovistando poi nello zaino che conteneva dispositivi medici essenziali: placche e sacche per le stomie di cui Dainese ha bisogno quotidianamente. La sua storia medica è complessa: operazioni, terapie, cinque mesi di ricovero. Vive con due stomie, aperture chirurgiche sull’addome.

L’assegno di invalidità

Ha dovuto chiudere il suo studio professionale a Vigonza e ora vive con un’invalidità che gli garantisce circa 340 euro al mese. «Ero un libero professionista, poi sono diventato disabile e ho perso tutti i miei clienti», racconta.

Ma l’esperienza non lo ha piegato: «Mi sono convinto a impegnarmi ancora di più. Ho costituito un’associazione, promuoviamo incontri per parlare di inclusione e diritti delle persone con disabilità».

La sua auto è «chiaramente quella di una persona con disabilità. Ciò che fa più male non è il furto in sé, ma il segnale di una società dove manca attenzione verso gli altri».

Il danno economico è minimo, ma è il gesto che ferisce. «D’ora in poi lascerò le chiavi dentro l’auto così almeno si faranno un giro. Ma forse non lo faranno visto che va a gasolio e ormai è aumentato molto», la sua chiosa amara. —


© Il Mattino di Padova