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Guerra in Iran, stangata su benzina e bollette: il Veneto paga il prezzo più alto

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05.04.2026

Lo ha detto pochi giorni su queste pagine Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. «Il Golfo Persico è ancora caput mundi».

Una capitale del mondo del mercato energetico che ad ogni evento “traumatico” ripercuote i suoi effetti a livello globale. A poco più di un mese dall’inizio della guerra in Iran, in Italia, in Veneto, arrancano un po’ tutti, forse con un’intensità maggiore rispetto le prime settimane del conflitto in Ucraina nel 2022.

Timori, nel caso la guerra nel Golfo dovesse proseguire, sono espressi dai distretti produttivi e dal mondo dell’agricoltura ma anche dall’uomo della strada, a cui è prospettato un incremento del costo dei beni di consumo e dei servizi, dalle bollette di luce e gas ai beni alimentari (perché se i carburanti aumentano, aumenta il costo dei trasporti, che si rifà sull’utente ultimo). Alcuni costi, ci carburanti, per dire, ha già cominciato a pagarli.

Stando alla Cgia di Mestre l’Ue deve intervenire velocemente con «un provvedimento strutturale che, nell’arco di 5-7 anni, acceleri la transizione energetica riducendo la dipendenza dalle fonti fossili» e «deve sospendere temporaneamente il Patto di Stabilità, permettendo ai Paesi membri di contenere il caro energia senza impatti sul rapporto deficit/Prodotto interno lordo». 

I costi per le famiglie di luce e gas si sono impennati. Il prezzo del gas è aumentato del 19,2 per cento rispetto a febbraio, attesta Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, mentre il prezzo dell’energia è incrementato del 15,2 per cento. Per gli utenti vulnerabili (persone con redditi bassi, situazioni di emergenza, disabili, utenti con apparecchiature salvavita, anziani e over 75 con fragilità) l’elettricità è salita in........

© Il Mattino di Padova