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Il sindaco che loda la stretta sulle sagre: «Ora finalmente incassi trasparenti»

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15.02.2026

L’allarme lanciato da Unpli sul futuro delle sagre ha scatenato un dibattito senza precedenti per il grande mondo delle sagre. La riforma della fiscalità per il Terzo Settore – quello che coinvolge anche le Pro loco che organizzano gran parte di questi eventi – rischia di creare non pochi ostacoli al folklore locale. «Ci trattano come enti commerciali, più di qualche sagra salterà», ha denunciato l’associazione delle Pro loco, cercando eco sia a livello nazionale che locale. Ma non tutti si stracciano le vesti.

«Che si voglia fare chiarezza sui conti, su ciò che entra e ciò che esce dalla cassa, non mi pare uno scandalo»: Marco Schiesaro, primo cittadino di Cadoneghe, di professione ristoratore, sfida l’impopolarità e si fa interprete di una posizione che – nelle prime reazioni alla nuova fiscalità imposta alle feste e alle sagre promosse dalle Pro loco – sembra decisamente contro corrente. Il sindaco fa i suoi distinguo e le sue premesse, fra tutte quella di non aver studiato a fondo la normativa e di esprimere quindi una posizione più di principio. Ma tanto basta.

«Io penso che una chiarificazione sul tema sia doverosa», dice Schiesaro, «è importante e del resto è quanto chiedono – e io credo giustamente – non solo i commercianti e gli esercenti ma le stesse associazioni di categoria. Ci sono feste e sagre che durano settimane, tirano su molti soldi, ma spesso non si sa quante spese affrontino e quanti guadagni alla fine rimangano agli organizzatori. La trasparenza è fondamentale, questo non significa togliere niente a nessuno».

Il sindaco non si esprime nel dettaglio della nuova normativa: «Ne approvo le linee generali», sottolinea, «perché è evidentemente un provvedimento che vuole mettere trasparenza sugli incassi di queste manifestazioni. È giusto che a fonte di incassi anche importanti, qualcosa al fisco venga pagato».

I distinguo non mancano: «C’è differenza tra la sagra parrocchiale, dove tutti, davvero, prestano il loro servizio come volontari e dove tutto il ricavato – pagate e spese – viene impiegato per le attività della parrocchia stessa, dei patronati o degli asili», l’esempio che porta Schiesaro, «altra cosa sono feste e manifestazioni estemporanee promosse da privati o anche da associazioni che con le finalità sociali e la beneficenza hanno poco o nulla a che fare.

«Negli ultimi anni», continua, «sono spuntate come funghi sagre di ogni tipo, anche a scapito di quelle parrocchiali. Poi magari alla fine staccano un assegno da poche migliaia di euro per qualche fine benefico e così si spacciano per iniziative senza fini di lucro. Non ritengo che questo sia corretto e se le nuove norme correggono questa stortura allora ben vengano». A questo punto, però, una distinzione, anche nelle leggi fiscali, ci vuole, secondo Schiesaro: «Penalizzare le sagre parrocchiali con chiari e trasparenti fini sociali sarebbe un errore, ma c’è molto altro su cui norme più eque vanno effettivamente applicate».

Intanto anche la politica veneta si muove a sostegno di queste realtà che oggi si vedono insidiate. L’assessore alle Pro loco della Regione Veneto, Paola Roma, ha espresso la ferma volontà di tutelare questi enti: «È nostro dovere categorico non solo mantenere, ma promuovere questa ricchezza. La riforma fiscale, di competenza statale, richiede un approccio tecnico e specialistico».

«Un primo passo concreto sarà l’attivazione di un programma di formazione congiunta con le associazioni territoriali delle Pro loco. Vogliamo illustrare concretamente il portato della normativa e standardizzare i documenti e gli atti, in modo da consentire alle singole Pro loco di utilizzare i propri volontari per l’assolvimento degli oneri, riducendo al minimo i costi di consulenza esterna».

L’assessore Roma evidenzia inoltre i vantaggi derivanti dall’iscrizione al Registro nazionale del Terzo Settore, promossa da Unpli nazionale, tra cui il regime forfettario, l’esclusione dall’Iva e maggiori benefici fiscali per i donatori: «La Regione interverrà promuovendo le opportune revisioni. In un confronto sollecito tra tecnici, operatori del settore e istituzioni, valuteremo tecnicamente le anomalie e le incongruenze e agiremo presso le amministrazioni statali per rapidi interventi correttivi». 


© Il Mattino di Padova