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Casteggio, punture agli anziani senza averne l’abilitazione: denunciata operatrice socio-sanitaria

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22.03.2026

Operatrice socio-sanitaria in una Rsa (foto di repertorio)

Per approfondire:

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Casteggio (Pavia), 22 marzo 2026 - E' accusata di esercizio abusivo della professione infermieristica. La donna è un'operatrice socio-sanitaria, in possesso appunto della qualifica di Oss, ma nella casa di riposo dove lavora è stata sorpresa svolgere mansioni che spettano invece a chi ha un'abilitazione sanitaria superiore come quella infermieristica.

La segnalazione è arrivata ai carabinieri della stazione di Casteggio dalla direzione generale di una Rsa, per presunte anomalie nella gestione degli anziani all'interno della struttura. I sospetti del direttore hanno trovato riscontro nelle indagini dei militari, che hanno acquisito le riprese effettuate dalla videosorveglianza interna. E visionando la mole di filmati i carabinieri hanno potuto verificare un singolo episodio accaduto nella sera dello scorso 7 marzo, quando la donna, che appunto lavora come operatrice socio-sanitaria nella Rsa, è stata ripresa mentre pratica un'iniezione sottocutanea a uno degli anziani ospiti della struttura. "

Nello specifico - spiegano i carabinieri - la donna ha somministrato una dose di eparina, un farmaco anticoagulante la cui iniezione è di stretta ed esclusiva competenza medica o infermieristica e non rientra in alcun modo tra le mansioni di un'operatrice socio-sanitaria". Il quadro accusatorio a carico della donna è stato ulteriormente aggravato da testimonianze raccolte dagli stessi carabinieri sul posto di lavoro. Nell'ambito delle indagini i militari hanno infatti ascoltato alcune colleghe dell'indagata, che in sede di sommarie informazioni testimoniali hanno confermato il 'modus operandi' dell'indagata, consolidando l'impianto probatorio.

Si tratterebbe di iniziative prese dalla donna, sostituendosi di fatto al personale infermieristico presente nella medesima struttura, ma con le anomalie che sono state rilevate dalla direzione. Non si tratta comunque di azioni volontariamente svolte a danno degli anziani, senza ipotesi di maltrattamenti.

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