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Nova Milanese, Maria Luisa Chinnici va di nuovo a processo: è accusata di concorso morale nell’omicidio della sorella

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02.03.2026

Il 24 ottobre del 2024 Giuseppe Caputo ha ucciso con 13 fendenti la cognata Giovanna Chinnici

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Nova Milanese (Monza), 2 marzo 2023 – Rischia di venire giudicata per il concorso morale nell’omicidio e nel tentato omicidio premeditati rispettivamente della sorella Giovanna e della nipote Greta. Maria Luisa Chinnici, 60 anni, è chiamata a presentarsi giovedì all’udienza preliminare davanti alla giudice del Tribunale di Monza, Silvia Pansini, per la tragedia accaduta il 24 ottobre 2024 quando suo marito Giuseppe Caputo, 62 anni, ha ucciso con 13 coltellate sul pianerottolo della loro abitazione in via Magellano a Nova Milanese la cognata 63enne, intervenuta per difendere dai fendenti la figlia che stava salendo le scale della casa plurifamiliare ed è stata aggredita dallo zio.

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Vai, ammazzala”, lo avrebbe incitato Maria Luisa Chinnici quando il coniuge è uscito dalla porta per raggiungere il pianerottolo impugnando un coltello. Il 62enne è stato condannato dalla Corte di Assise di Monza a 23 anni di carcere, poi 5 anni di struttura psichiatrica giudiziaria e 3 anni di libertà vigilata perché ritenuto seminfermo di mente.

La richiesta del Gip

Ora la moglie 60enne è accusata di concorso morale nell’omicidio e nel tentato omicidio premeditati. La pm Sara Mantovani aveva chiesto l’archiviazione per la sorella della vittima, ma la gip Letizia Anna Brambilla ha accolto l’opposizione presentata dai difensori di parte civile che rappresentano i familiari di Giovanna Chinnici, gli avvocati Corinne Buzzi e Fabrizio Negrini, e ha disposto l’imputazione coatta per la 60enne. La giudice Silvia Pansini dovrà decidere se rinviare a giudizio la donna oppure confermare che la sua posizione deve essere esclusa dalla pesante accusa.

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L’origine dei contrasti

All’origine dei contrasti una serie di discussioni per questioni familiari ed economiche che avevano portato a piccoli processi, fino al tragico epilogo. Secondo Caputo e la moglie i parenti li volevano far morire di freddo e avevano fatto dei buchi nella loro casa per ottenere lo scopo. Per entrambi i coniugi è già in corso un altro processo al Tribunale di Monza che li vede imputati di atti persecutori nei confronti dei familiari della sorella defunta e della terza sorella con i relativi congiunti. Da un anno Maria Luisa Chinnici ha le misure cautelari del divieto di dimora e di avvicinamento ai parenti, per cui ha dovuto lasciare la casa di Nova.

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