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Le luci della città (e del cinema), Luca Bigazzi fa nuovo l’Arlecchino: “Milano sovrailluminata per un’idea sbagliata di sicurezza”

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10.06.2026

Luca Bigazzi, direttore della fotografia di una serie di importanti opere del cinema italiano

Per approfondire:

Articolo: “Estate al Castello“ compie 14 anni. Musica, cinema e incontri culturali. Dalle cantautrici fino a Sal Da VinciArticolo: Tempo di Baloss. Il buon cinema fatto dai ragazziArticolo: Il regalo dell’ingegnere Toni Falconi: 14mila film in dono alla Cineteca di Milano. “Videoteca monumentale e rara”

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Milano, 10 giugno 2026 – Ogni cosa è illuminata. Forse un po’ troppo. Film, case, città. E anche sale cinematografiche. “Viviamo in ambienti sovrailluminati, che appiattiscono tutto. L’utilizzo della luce andrebbe ripensato”. Riparte da qui - e dall’Arlecchino - Luca Bigazzi, direttore della fotografia di capolavori (Pane e Tulipani, La grande bellezza, Il Divo, Romanzo Criminale, Ariaferma giusto per citarne qualcuno, tra sette David di Donatello e otto Nastri d’Argento).

Il presidente di Cineteca Milano Silvio Soldini e il direttore Matteo Pavesi hanno chiesto il suo sguardo per rimettere mano all’impianto che verrà “acceso“ lunedì con la rassegna “About cotemporary art”.

Ha subito accettato la sfida?

“Sì, sono affezionato all’Arlecchino: è l’ultima sala rimasta attorno a Corso Vittorio Emanuele, un tempo ce n’erano almeno cinque. Un........

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