menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L’interrogatorio di Cinturrino fra risposte e ammissioni: “Ho visto morire Mansouri e ho perso la testa”. Un testimone: “Taglieggiava e picchiava un disabile” /

8 0
24.02.2026

Il poliziotto a bordo dell'ambulanza la sera della sparatoria a Rogoredo

Articolo: Il poliziotto Cinturrino adesso si pente: “Chiedo scusa a tutte le divise, ho tradito la fiducia dei cittadini”

Articolo: Il ‘sistema Cinturrino’, lo sbirro fuorilegge di Rogoredo: “Colpiva i pusher con il martello”. Il collega: “Temevo potesse spararmi”

Articolo: “Carmelo Cinturrino può uccidere ancora”. I colleghi del poliziotto che ha sparato allo spacciatore: “Pericoloso e violento, fa paura”

Articolo: La sparatoria inscenata da Cinturrino a Rogoredo per nascondere i traffici con i pusher taglieggiati: le accuse che inchiodano il poliziotto

Articolo: Lo spaccio davanti a casa, il pizzo e l’offerta di protezione ai pusher: tutti i sospetti sull’agente “Luca”,il poliziotto Carmelo Cinturrino

Milano, 24 febbraio 2026 – Due ore. Tanto è durato l’interrogatorio di Carmelo Cinturrino, che oggi alle 11, nel carcere di San Vittore, è stato sottoposto a una serie di domande da parte del gip e del procuratore Marcello Viola. Davanti alle quali l’ex poliziotto del commissariato Mecenate non si è sottratto. Come ha sottolineato il suo legale, l’agente ha ripetuto di aver esploso il colpo per "paura", e dopo ha aggiunto di essersi sentito "perso", di “aver perso la testa quando si è accorto che Mansouri stava morendo” perché "sa bene – ha precisato il legale al termine dell'interrogatorio – cosa accade a loro quando sparano. Ha tentato di mettere una toppa". 

Da qui l'ordine al suo collega di andare al commissariato Mecenate a prendere la replica della pistola. "Un'arma giocattolo che non doveva essere tracciata – ha sottolineato il difensore – e che ha trovato ancora prima del Covid nei paraggi del fiume Lambro e ha tenuto". Cinturrino avrebbe affermato che tutti gli agenti, eccetto la donna, che il 26 gennaio si trovavano in via Impastato, lo "hanno visto prendere qualcosa dalla macchina e mettere un oggetto vicino al corpo di Mansouri", che però "dice di non aver toccato – ha continuato l'avvocato – come dice di aver chiamato i soccorsi subito". 

Il pizzo agli spacciatori 

Cinturrino ha però negato di aver mai chiesto il pizzo agli spacciatori del bosco di Rogoredo. ''Il giro di spaccio? Carnevale'', è stata la risposta “secca" alle domande dei magistrati sul presunto giro che lui stesso avrebbe controllato chiedendo soldi ai pusher. ''Non lo ha confermato, assolutamente'', afferma il suo avvocato. “Ha confessato tutto, ha ammesso tutti i suoi errori ed è pronto a pagarli, ma quello che non ha fatto, no. Non può ammettere qualcosa che non ha mai commesso''. Gli è poi stato chiesto se fosse vero che girava con un martello. È ancora Porciani a chiarire: "Era un martelletto che usava per dissotterrare la droga che i pusher nascondono" nel boschetto a ridosso della ferrovia e al confine con San Donato. "Qualche volta aveva anche una paletta", ha precisato.  

Le botte a un disabile 

Non esistono persone di serie A e di serie B, anche se viviamo in un momento storico molto complesso, in cui cercare la verità è sempre molto difficile": a dirlo è Debora Piazza, avvocatessa assieme a Marco Romagnoli della famiglia di El Boussettaoui, il marocchino ucciso a Voghera per mano dell’ex assessore Massimo Adriatici, oggi condannato in primo grado a 12 anni di carcere, legale anche dei parenti di Abderrahim Mansouri. “Ci avevano parlato di legittima difesa, qui (il caso Adriatici, ndr) come nel caso di Rogoredo".

Sgomento nel paese di origine di Cinturrino: “Se Carmelo ha sbagliato, pagherà. Ma questa gogna mediatica fa malissimo”

“La sentenza di oggi ci ha detto che siamo tutte persone uguali davanti alla legge. Questo mi consente di credere nella giustizia e di continuare a difendere le persone ai margini della società”, chiosa l’avvocata. E un testimone, sentito da Piazza e Romagnoli, avrebbe parlato delle botte inferte a un disabile dall’ex agente del commissariato Mecenate: un uomo in sedia a rotelle con cui il poliziotto sarebbe entrato in contatto a Rogoredo. Il testimone potrebbe essere ascoltato dagli inquirenti nei prossimi giorni.

© Riproduzione riservata


© Il Giorno