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Lo choc delle due turiste olandesi: “Ci ha invitate a casa sua, poi la violenza in strada”. Caccia al trentunenne del contatto Instagram

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Sulla violenza alle due turiste olandesi indagano i carabinieri

Per approfondire:

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Milano, 19 aprile 2026 – Il pomeriggio in giro per Milano. Qualche drink nei locali del centro. La serata in piazza Duomo e i selfie sui gradini della Cattedrale per ricordare la vacanza di tre giorni all’ombra della Madonnina. L’incontro con due ragazzi, poco dopo la mezzanotte. Una delle turiste olandesi scambia il contatto Instagram con uno di loro, descritto come nordafricano alto circa 1,75 metri. I due si baciano in maniera consensuale, mentre l’altro si allontana. Fin lì tutto procede tranquillamente.

Il racconto delle amiche

Quello che è successo dopo è stato raccontato ai carabinieri dalle amiche di 23 e 24 anni, arrivate giovedì in Italia e ripartite ieri mattina dopo aver presentato denuncia alla stazione Moscova. Sì, perché entrambe, come anticipato ieri dal Giorno, hanno accusato quel ragazzo di aver abusato di loro nella notte di venerdì.

La testimonianza

«Verso l’una – ha messo a verbale la ventiquattrenne – ci incamminavamo verso l’hotel (che si trova in viale Zara, ndr), ma il soggetto nordafricano ha iniziato a seguirci, insistendo per invitarci a casa sua». All’improvviso, prosegue la ricostruzione, «mi ha strappato di mano lo smartphone che usavo per le indicazioni stradali e mi ha sfilato con forza un anello, intimandoci di seguirlo alla sua abitazione per riaverli». «Dopo ha preso anche la mia borsa – ha aggiunto l’amica ventitreenne –. Al momento non saprei dire se stesse scherzando o stesse facendo sul serio».

La drammatica aggressione

Purtroppo per lei e per la connazionale, il ragazzo, con ogni probabilità un trentunenne marocchino con precedenti per lesioni e reati contro il patrimonio (specializzato in furti e rapine di cellulari), espliciterà le sue ignobili intenzioni una decina di minuti dopo. La doppia violenza avviene «in un’area appartata davanti a un negozio», in una strada non lontana da via Larga che ora i militari stanno cercando di individuare con precisione: «Ricordo che c’erano alcune sedie in strada», un particolare riemerso dalla memoria delle vittime. A un certo punto, le due amiche trovano la forza di reagire. È la ventiquattrenne a sferrare due pugni al volto dell’aggressore: «Ho tentato di trattenerlo per un braccio per chiedere aiuto, ma è riuscito a divincolarsi e a fuggire, nonostante l’intervento di alcuni passanti». Sono le stesse persone che aiuteranno le ragazze sotto choc: provano invano a localizzare il cellulare rapinato, poi le accompagnano in caserma. Lì l’allarme, le prime confuse indicazioni su quanto accaduto e il trasporto in ambulanza alle 5 alla clinica Mangiagalli per il percorso di visite mediche e supporto psicologico con gli specialisti del centro anti violenza di via della Commenda.

Le indagini

Le indagini coordinate dal pm Alessandro Gobbis, che ha già aperto un fascicolo e attivato la procedura del codice rosso, si concentreranno in via prioritaria sul nome indicato dalle olandesi, per capire se sia stato davvero il trentunenne. Nel frattempo, verranno pure cercati riscontri nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza.

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