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“Rider aggrediti solo per piacere”. Sputi, spray urticante e coltellata: caccia a tre ragazzi vestiti di nero

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08.03.2026

Un rider di Glovo (Foto archivio)

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Milano – «Cercavano soltanto una scusa per aggredirci». La dinamica del raid andato in scena venerdì sera in corso Lodi genera allarme almeno per due motivi. Il primo: un trentenne è stato colpito con un fendente alla spalla, riportando per fortuna conseguenza non gravi. Il secondo: si è trattato, almeno in apparenza, di un assalto a caso, senza alcun legame precedente tra i protagonisti né episodi scatenanti a innescare la violenza. Nel mirino è finito un rider pakistano, trasportato in codice giallo al pronto soccorso del Niguarda.

Caccia a tre ragazzi

Ora è caccia a tre ragazzi probabilmente nordafricani, vestiti di nero, due con il cappuccio della tuta calato sul volto e uno con la visiera del cappellino a coprirgli parzialmente la faccia.

L’agguato

La ricostruzione dell’episodio ci riporta alle 22.30 di venerdì, quando una chiamata al 112 genera l’intervento dei sanitari di Areu e degli agenti di una Volante dell’Ufficio prevenzione generale della Questura. Tutto avviene davanti all’ingresso del Mc Donald’s di corso Lodi angolo Massarani, a due passi dalla fermata Brenta della metropolitana. R.A., incensurato e domiciliato in zona Quintosole, ha uno squarcio sulla scapola sinistra e gli occhi arrossati dalla sostanza urticante che gli hanno spruzzato addosso. È lui a raccontare ai poliziotti, con l’aiuto di un amico che gli fa da interprete, che i tre aggressori si sono materializzati all’improvviso mentre stava aspettando un ordine all’esterno del fast food insieme a due colleghi connazionali di 24 e 34 anni. Li descrive come nordafricani, con indumenti scuri. Uno di loro sputa al più giovane dei ciclofattorini.

Dopo pochi secondi, un altro tira fuori una bomboletta di spray al peperoncino e la usa per stordire R.A. e il ventiquattrenne, per poi colpire il trentenne con un fendente alla spalla. Un agguato di pochi secondi. Senza un perché. I tre si allontanano in direzione periferia, non prima di aver lanciato alcune bottiglie di vetro verso i rider. Che agli agenti dell’Upg indicheranno quattro giovanissimi che, a loro dire, facevano parte dello stesso gruppo, pur senza prendere parte all’aggressione; identificati, solo uno di loro ha precedenti di polizia per minacce.

I filmati delle telecamere

L’inchiesta partirà dall’analisi dei filmati registrati dagli occhi elettronici installati sia all’interno del locale sia in strada: ce ne sono almeno un paio che potrebbero aver ripreso fotogrammi utili all’identificazione dei responsabili del raid.

“Solo per il piacere di aggredire”

Stando a quanto risulta, il responsabile della sicurezza del fast food ha spiegato di aver assistito in parte al blitz a mano armata, spiegando che non sarebbe la prima volta che succede: è già capitato nel recente passato che comitive di ragazzi, in arrivo dal vicino quartiere del Corvetto, se la siano presa senza motivo con i rider in sosta sul marciapiedi. Il motivo? «Solo per il piacere di aggredire in gruppo persone inermi».

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