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La fame di manodopera in Brianza: saldatori e falegnami preziosi ma introvabili

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La fame di manodopera Saldatori e falegnami: preziosi ma introvabili L’analisi del Centro Studi Assolombarda sui fabbisogni professionali 2025 Nella Brianza manifatturiera si fatica a reperire il 75% degli operai specializzati

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Monza, 29 marzo 2026 – Saldatori, falegnami, ma anche manager e tecnici. Il made in Brianza ha ’fame’ di personale e alcuni profili sono introvabili. L’analisi del Centro Studi Assolombarda sui fabbisogni professionali 2025 non lascia spazio a interpretazioni: a Monza e Brianza la difficoltà di reperimento di alcune figure sfiora il 53%, con punte che superano il 62%.

Analisi del mercato del lavoro in Brianza

Lo studio ha elaborato i dati riferiti a oltre 60mila annunci di lavoro pubblicati sul web dalle aziende brianzole e le informazioni rilevate dall’indagine Excelsior sulle difficoltà incontrate dalle imprese per reperire specifici profili. Ne emerge una mappa delle discrepanze sul mercato del lavoro del territorio. Le offerte di lavoro delle imprese di lavoro sono concentrate in particolare a Monza e a seguire, con più di duemila annunci, Vimercate, Agrate Brianza e Seregno. Le figure professionali più ricercate sono gli specialisti (21% del totale, che arriva al 28% includendo i manager) e i tecnici (18%). E poi ci sono i cosiddetti colletti blu, legati alla vocazione manifatturiera del territorio.

Secondo l’indagine Excelsior a Monza Brianza le maggiori difficoltà di reperimento riguardano proprio queste figure: 67,5%, in ulteriore peggioramento rispetto al 66,8% del 2024.

Difficoltà e sfide nel reperimento del personale

Dalle interviste condotte dal Sistema Excelsior tra gli imprenditori brianzoli emerge che nel corso del 2025 il 52,7% dei candidati è risultato di difficile reperimento, una percentuale non solo superiore alla media lombarda (48,1%), ma anche in ulteriore crescita rispetto al 51,8% rilevato nel 2024, in controtendenza rispetto al dato regionale. Le imprese non trovano il 75% degli operai specializzati e l’85% delle figure specifiche come i saldatori. Tra i molti i profili introvabili anche operai del settore del legno, irreperibili nel 65,8% delle ricerche, figure centrali in un comparto che rappresenta un’eccellenza del territorio.

Soluzioni e modelli di sviluppo

“Questi numeri – dice Matteo Parravicini, presidente della sede di Monza e Brianza di Assolombarda – ci dicono che il tema delle competenze è ancora oggi il vero crocevia per lo sviluppo: la carenza di capitale umano qualificato non è solo un problema logistico, ma un freno che rallenta i progetti di innovazione di processo e di prodotto delle nostre imprese, minando la loro capacità di competere sui mercati globali. Per rispondere a questa sfida non bastano interventi isolati: occorre fare sistema”.

La ricetta punta sul mondo articolato della formazione. “È necessario che il mondo della scuola, dalle Università agli ITS, dagli istituti superiori alle scuole professionali, dialoghi in modo strutturale con il mondo produttivo e con i centri della ricerca tecnologica scientifica – continua Parravicini –. Solo rafforzando questa relazione possiamo dare vita a un vero ecosistema della formazione, capace di trasformare le necessità delle aziende in percorsi didattici di eccellenza”.

Il modello Brianza come riferimento

In questo scenario, la Brianza non parte da zero: qui molte progettualità, come il liceo Steam, le Academy aziendali (l’ultimo progetto, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi, ha accolto gli aspiranti saldatori della scuola In-Presa di Carate alla Boldrocchi di Biassono), le sinergie tra università, imprese e centri di ricerca sono già concrete.

“Una modalità di agire sinergica e unica, che possiamo definire ’modello Brianza’ – ancora il presidente degli industriali della provincia –. Questo modello non è una formula astratta, ma un metodo di lavoro consolidato, basato sulla stretta collaborazione tra Istituzioni, Imprese, mondo della formazione e terzo settore. È un percorso già avviato sul territorio che vede Assolombarda impegnata in prima linea, dal supporto ai Licei Steam ai corsi Its, fino alla creazione di Academy aziendali, orientamento dei giovani, e che può essere preso come riferimento di collaborazione a livello nazionale”. Obiettivo, costruire fondamenta solide per rendere il territorio ancora più attrattivo per i giovani e per gli investimenti. “Sebbene molto resti ancora da fare per colmare il gap delle competenze, è proprio questo spirito di coesione sociale e industriale la leva che permetterà alla Brianza di continuare a essere un motore di innovazione e di crescita per l’intero Paese”.

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