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Scoppio di via Brioschi, 10 anni dopo: il compagno di Micaela Masella: “Di lei resta il sorriso, sono rimasto accanto alle sue ragazze”

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Il palazzo sventrato dall’esplosione; a destra, Salvo Manganaro e Micaela Masella

Per approfondire:

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Era domenica mattina, il 12 giugno del 2016. Un boato scosse la città per chilometri. Il palazzo di via Brioschi 65 era sventrato. Tutti i vetri attorno, distrutti dall’onda d’urto. Un’esplosione che causò la morte di Micaela Masella, di 43 anni, madre di due bimbe (rimaste ustionate) e responsabile del Centro studi coreografici del Teatro Carcano, e dei due fidanzati Riccardo Maglianesi (27 anni) e Chiara Magnamassa (28 anni), originari della provincia di Macerata. A poco a poco venne a galla la verità: l’esplosione era stata causata da Giuseppe Pellicanò, ex compagno di Micaela, pubblicitario, che quella mattina svitò il tappo del gas. Pellicanò è stato condannato in via definitiva a trent’anni di carcere per strage e devastazione. I suoi difensori avevano giocato la carta della parziale incapacità di intendere e di volere. Stando a quanto emerso, l’uomo non sopportava l’idea che la moglie si stesse rifacendo una vita e andasse ad abitare proprio nel palazzo di fronte.

Milano, 10 giugno 2026 – «Ho passato i primi giorni a letto. Non riuscivo nemmeno a concepire l’idea di alzarmi e uscire in un mondo senza Micaela. Ma poi ho pensato:........

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