Quelle multe non sono valide, lo dice l’avvocato sanzionato 18 volte: “Scotch per segnalare il divieto? Non basta”
Una strada con la segnalazione di divieto di transito in corsia preferenziale effettuata tramite nastro adesivo (Archivio)
Per approfondire:
Articolo: Via Pergolesi, corsia preferenziale proibita: auto in sosta selvaggia. E i bus restano al paloArticolo: “Il divieto sul cartello segnalato solo con lo scotch”. Raffica di multe allo scooter sulla circonvallazione vietata durante le OlimpiadiArticolo: Ncc ‘salvato’ dal giudice di pace: annullate 131 multe per accessi vietati. Rischiava di pagare 13.500 euro«Non basta certo mettere dello scotch sui cartelli per rendere valido un provvedimento e considerare compiuta un’informazione. Io stesso sono una vittima». Colpo di scena. Contattato in merito alla valanga di sanzioni che, stando alle segnalazioni ricevute dal Giorno, stanno turbando il sonno di parecchi centauri milanesi abituati a percorrere la circonvallazione in moto o scooter sulla corsia riservata, il presidente di Federconsumatori Milano, l’avvocato Carmelo Benenti, rivela: «Ho preso 18 multe». Per aver violato («non certo volontariamente», sottolinea) la misura eccezionale scattata lo scorso 2 febbraio e rimasta in vigore fino al 18 marzo in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina: divieto di transito ai motoveicoli, ciclomotori e biciclette in un tratto della corsia preferenziale della 90-91.
Qual è stato il suo primo pensiero quando ha ricevuto la prima sanzione?
«Mi sono stupito, quindi sono andato a informarmi. A quel punto ho trovato il provvedimento e ho notato per strada lo scotch che era stato messo sui cartelli per coprire il simbolo dei mezzi (moto e scooter) normalmente esclusi dal divieto di percorrere la corsia preferenziale insieme a taxi e mezzi pubblici (per i quali tutta la corsia centrale è rimasta invece sempre accessibile liberamente). E ho pensato: se già certe multe prese da automobilisti per essere transitati in Area B non sono state ritenute valide in sede di ricorso nonostante la presenza di cartelli ben visibili in strada (perché una deroga dopo l’altra, non era chiaro quali modelli di veicoli fossero esclusi dalle esenzioni) figuriamoci in questo caso che valore può avere dello scotch appiccicato sulla segnaletica esistente. In certi punti c’erano dei cartelli luminosi ma non erano sulla corsia preferenziale chiusa eccezionalmente alle due ruote. Senza contare che in alcuni tratti il nastro adesivo è rimasto anche oltre il periodo di divieto».
L'avvocato Carmelo Benenti
Quindi il cartello “modificato“ non basta a rendere valida una sanzione?
«Esatto. Bisogna distinguere tra la parte normativa, che riguarda la misura eccezionale regolarmente contenuta in una “modifica di ordinanza“ della Direzione Mobilità del Comune, e quella giurisprudenziale, che riguarda il “come“ questa regola legittimamente stabilita è stata applicata alla realtà. Ed è qui che c’è l’errore: questo provvedimento è stato adeguatamente comunicato e segnalato agli utenti? A mio avviso, no. Io ritengo che la colpa non sia del cittadino. Contesto anche la continuatività, cioè le multe date in sequenza, a distanza di pochi minuti, per la presenza di telecamere tra un varco e l’altro. Ma l’infrazione commessa era la stessa».
Lei che tratto ha percorso in scooter?
«Da viale Cassala fino a piazzale Lodi. Non ho pagato le sanzioni (che sono di 58 euro, pagate entro 5 giorni, ndr), presenterò ricorso al Giudice di pace. Tra l’altro mi domando: perché ingolfare i tribunali? Immagino infatti che molti cittadini incappati in tutto questo presenteranno ricorso. Io stesso li invito a farlo. E poi perché far pesare tutto sui cittadini, esponendoli anche a sostenere dei costi pure in caso di vittoria, per l’eventuale compensazione delle spese legali e altro? Alcuni hanno pagato le prime multe per “togliersi il pensiero“ ma poi ne hanno ricevute altre e altre ancora. E giustamente non hanno intenzione di versare migliaia di euro al Comune. Sarebbe una cosa buona se il Comune annullasse le multe in autotutela».
Si potrebbe pensare a una class action?
«La class action no, perché i casi sono tutti a sé. Però unire le forze sicuramente è positivo ed è possibile presentare tanti ricorsi contemporaneamente. Io al momento ne sto preparando una decina. Ai multati consiglio di rivolgersi ad associazioni o comunque a persone competenti: non affidatevi al fai-da-te».
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