Omicidio di Rogoredo, nuova testimonianza di un pusher contro Cinturrino: “Io, chiuso in una stanza e picchiato”. Oggi i testimoni interrogati dal gip
Abderrahim Mansouri (a sinistra) e Carmelo Cinturrino
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Il punto del boschetto accanto al terminal della metropolitana di San Donato dov'è avvenuta la sparatoria in cui è rimasto ucciso il pusher marocchino
Secondo la testimonianza del ventinovenne, senza fissa dimora, Cinturrino lavorava "in zona Corvetto" e "ogni volta che mi vede mi ferma (...) con lui ne vedo altri due". Fu destinatario di un obbligo di firma e una volta che andò per firmare in commissariato sarebbe stato pestato. La testimonianza, raccolta dal pm Giovanni Tarzia e dagli investigatori della Squadra mobile, era stata messa a verbale il 3 febbraio. "Luca mi ha portato in ufficio, mi ha trovato 15 euro addosso, li ha messi sul tavolo, poi mi ha schiaffeggiato per sette volte insieme al suo collega (...)".
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La difesa di Carmelo Cinturrino: “La morte di Mansouri? Una tragica fatalità. Grottesche le accuse dei pusher”
Il “piccolo“ pusher marocchino 29enne, come emerge dagli atti depositati per l’incidente probatorio anche a carico di altri sei poliziotti indagati, ha raccontato quell’episodio che ha portato a contestare a Cinturrino e a un collega anche l’accusa di sequestro di persona, perché l’avrebbero rinchiuso "in una stanza" del Commissariato, "percuotendolo ripetutamente".
L’ex assistente capo del commissariato Mecenate Carmelo Cinturrino in ambulanza dopo aver sparato a Mansouri lo scorso 26 gennaio
La mossa della difesa di Cinturrino
Sull’altro fronte, la difesa di Cinturrino ha chiesto al gip di disporre "accertamenti tecnici mediante perizia psichiatrica o consulenza tecnica" su cinque tra i testimoni chiamati a deporre nell’incidente probatorio che comincerà oggi, per “cristallizzare“ le dichiarazioni che hanno già reso.
Carmelo Cinturrino durante un controllo in zona a Corvetto a Milano
La consulenza, scrivono gli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno, serve a verificare, nelle intenzioni dei legali, "se i testimoni siano affetti da intossicazione cronica da sostanze stupefacenti e, in caso affermativo, se tale intossicazione abbia prodotto alterazioni psichiche permanenti a livello cerebrale, implicanti psicopatie che permangono indipendentemente dall’assunzione di sostanze stupefacenti" e se i testimoni "siano affetti da altre patologie psichiatriche che possano incidere sulla loro capacità di rievocazione mnemonica, di comprensione delle domande e di verbalizzazione coerente". In attesa di questi accertamenti, i legali chiedono di rinviare l’incidente probatorio.
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