Sulle orme di Pippo Baudo, così Dibla fiuta talenti: “Al Festival di Sanremo con Sayf sono stato un fratello”
Borgarello, la musica nel sangue per Luca Di Blasi a caccia di giovani artisti. Quest’anno all’Ariston ha portato l’italo-tunisino, l’anno scorso Bresh
Per approfondire:
Articolo: Sayf , ‘Tu mi piaci tanto’ a Sanremo: “L’Italia? È il Paese che amo...”Articolo: Quella volta che Pippo Baudo salì (a sorpresa) sul palco alla Festa della solidarietà di Rivolta d’AddaBorgarello (Pavia) – "L’ho inventato io". Scomodare Pippo Baudo per raccontare il fiuto per i giovani talenti che sta caratterizzando Dibla, pseudonimo di Luca Di Blasi, può sembrare eccessivo ma forse è persino riduttivo. Nato a Pavia 34 anni fa, infatti, Dibla non è soltanto talent scout ma anche produttore discografico, compositore, direttore artistico e autore.
L’ultima sua “creatura“ è Sayf, con il quale insieme a Mario Biondi e Alex Britti ha suonato sul palco di Sanremo nella serata delle cover arrivando in seconda posizione, come si è classificato secondo anche nella classifica generale dietro al vincitore Sal Da Vinci con il brano “Tu mi piaci tanto“.
Dibla, come ha scoperto Sayf?
"Sayf è arrivato sul palco di Sanremo tra i big, senza passare da Sanremo Giovani, ma non è uno sconosciuto. Apriva tutti i nostri concerti. È un ragazzo italo-tunisino che ha tante cose da dire e moltissima voglia di lavorare. Per lui sono una specie di fratello maggiore, non solo il produttore del suo Ep “Se Dio vuole“ di cui ho curato la direzione artistica, seguito dai singoli “Figli dei palazzi“, “Una Can“ e “Sto bene al mare“ con Marco Mengoni e Rkomi. L’ho accompagnato a Sanremo e ogni sera ho cercato di tenere a bada la sua ansia. Quel palco è come tirare un rigore decisivo per la Champion, anzi cinque rigori".
Sayf è rimasto deluso per la seconda posizione?
"No, per niente. Era felicissimo. Vincere Sanremo per un ragazzo così giovane può rivelarsi un boomerang, meglio il secondo posto che ha meno riflettori puntati addosso. Ha ancora tanta strada da fare e un buon margine di crescita. Intanto non perde freschezza e ingenuità. Non è un ragazzo costruito, ha portato sul palco e in qualunque trasmissione sua mamma, un affetto grande che è arrivato alla gente. Sayf è un ragazzo che crede nei valori della famiglia, del rispetto e dell’umiltà. Nelle case del pubblico è arrivato in punta di piedi e continua a camminare così. Spero non rinunci mai alla spontaneità che ha messo nel nuovo disco e che porterà nel suo “Santissimo Tour“ in autunno".
Prima di Sayf, lei nel 2025 era già stato a Sanremo con Bresh e la sua “La tana del granchio“.
"Ho incominciato a collaborare con i rapper liguri Tedua e Bresh nel 2019. Nel corso degli anni ho contribuito alla scrittura e alla produzione di diversi brani tra cui Guasto d’amore, Paradiso artificiale, Malamente, Red Light e Hoe. Nel 2021 poi ho partecitato come compositore e produttore all’album “Oro blu“ di Bresh. Nel 2023 ho collaborato come autore, compositore, produttore e direttore artistico all’album “La Divina Commedia“ di Tedua, pubblicato da Sony Music e certificato più volte Disco di platino, seguìto nel 2024 dalla deluxe edition del progetto “La Divina Commedia - Paradiso“. L’anno scorso c’è stata anche la partecipazione a Sanremo e il mese prossimo Bresh partirà per un live tour europeo nei teatri".
Il suo amore per la musica quando è nato? "
Direi che è partito da lontano. Mi sono avvicinato alla musica fin dall’infanzia, studiando diversi strumenti. Ho comnciato a muovere i primo passi nell’ambito dell’alternative rock italiano per poi avviare collaborazione con artisti della scena genovese. Abbiamo il collettivo musicale Drilliguria, realtà legata al rap ligure e genovese. Da lì, come avveniva ai tempi di Fabrizio De Andrè che era molto amico ad esempio di Paolo Villaggio, nascono diversi progetti e collaborazioni".
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