"Mi sono sentito male”: il conducente del tram deragliato conferma il malore prima dello schianto
Il tram deragliato appartiene a quelli di ultima generazione entrati in servizio da meno di un anno
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E in serata è arrivata per bocca dello stesso conducente ricoverato al Niguarda – un uomo di una sessantina d’anni con una lunga esperienza alle spalle in Atm – la conferma del malore improvviso quale causa del deragliamento che mai si era verificato con questa gravità nella storia del trasporto pubblico milanese. Era la più plausibile, fin dai primi momenti presa in considerazione, e via via corroborata da una serie di ulteriori elementi come la dinamica stessa dell’incidente. La Procura di Milano – le indagini sono affidate al pm Marcello Viola – non aveva tuttavia in un primo momento escluso altri possibili scenari. Ecco quali.
La macchina si è subito messa in azione
Il malore del conducente
Come si è detto è quella che spiega come sia stato possibile che il tram abbia inforcato a velocità sostenuta i binari e la curva che portano in Lazzaretto: il conducente – un uomo di una sessantina d’anni e con una lunga esperienza in Atm – non è più in sé e perde il controllo del mezzo. Il tram aveva anche saltato la fermata di Vittorio Veneto-Lazzaretto. Come aveva confermato il sindaco Sala arrivato sul posto. “Ci sono molti video, la dinamica appare abbastanza chiara: il tram arrivava in velocità – le sue parole –. Ripeto, la cosa strana è che salti la fermata prima". Non appare dunque una questione tecnica del convoglio – aveva poi ulteriormente ribadito il primo cittadino – “ma è legata al conducente”. Il mezzo "è nuovo, l'autista è molto esperto, in servizio da solo un'ora, quindi non in straordinario".
Il sindaco di Milano Beppe Sala
La dinamica dello schianto conforta questa tesi: la fermata saltata, come si è detto, il tram che prosegue a una velocità come se dovesse proseguire lungo viale Vittorio Veneto, mentre quelli che affrontano la curva per immettersi in via Lazzaretto viaggiano a un’andatura massima di 20 chilometri orari.
Un’avaria agli scambi
Un malfunzionamento degli scambi. Alcuni testimoni avevano sottolineato come ci fossero stati dei lavori recenti in questo tratto. Lavori di ammodernamento dei binari. Questa mattina “ce n’erano almeno otto in fila, uno dietro l’altro”. Tuttavia mai in passato si erano verificati problemi di questo genere a un incrocio “vecchio” quanto la rete tranviaria milanese, dove da sempre due linee svoltano in via Lazzaretto e una (in passato la circonvallazione del 29-30, oggi il 9) prosegue dritta verso Porta Venezia. Questa possibile spiegazione, oggettivamente plausibile, ha così perso a poco a poco credito fino a essere definitivamente scartata.
I soccorsi a una passeggera ferita che si trovava a bordo del 9
Lo scambio è attivato a sinistra in direzione Lazzaretto, ma il conducente non se ne rende conto, pur conoscendo molto bene il percorso della linea, che prosegue verso Porta Romana e Porta Genova. Non ci sono nemmeno lavori in corso sulla tratta, e quindi delle deviazioni rispetto al percorso standard. Due aspetti che vanno a rinforzare il fatto che, in quegli istanti, il tranviere non è nel pieno controllo del tram.
Una scena surreale, quasi apocalittica, all'incrocio fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto
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L’anomalia tecnica
P ur essendo la meno plausibile fin dai primi momenti, non viene scartata. Ma suona “debole”. Un malfunzionamento del tram? Spiegazione remota considerato che si tratta di una tipologia ultramoderna e di ultima generazione prodotta dalla Stadler Rail Valenci a. Bidirezionale, con telecamere al suo interno e anche un sistema di registrazione. Come si legge nella scheda tecnica, gli Stadler sono dotati di un impianto per il recupero dell'energia in frenata, di sospensioni a tre stadi, di un sistema anticollisione ad attivazione automatica in presenza di ostacoli e di un impianto di videosorveglianza. Entrati in servizio da circa un anno dopo un lungo periodo di rodaggio, sono stati impiegati prima sulle linee 7 e 31 e di recente sul 9.
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