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Colpi proibiti, bastonate e scazzottate, il Cio condanna i ‘bad boys’ picchiatori dell’hockey: “Dov’è il fair play olimpico?”

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17.02.2026

La sequenza della rissa tra Tom Wilson (Canada) e Pierre Crinon (Francia)

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Milano – Vigorosi spintoni (nella migliore delle ipotesi), ma anche mani al collo, accenni di scazzottate fino a vere e proprie risse che finiscono per coinvolgere la maggior parte dei contendenti. La pista di ghiaccio come un ring, succede spesso nelle partite di hockey e poi si riprende a giocare come se nulla fosse successo. Questo avviene soprattutto nella NHL, la Lega Professionistica dei supercampioni milionari nordamericani. Talento e muscoli con il “pepe“ dei colpi proibiti. Tutto tollerato. Ma nel torneo olimpico tutto ciò non dovrebbe essere ammesso, e il condizionale è d’obbligo perché poi gli arbitri talvolta chiudono un occhio, anche due. Nei giorni scorsi all’Arena di Milano Santa Giulia è successo spesso. Scintille ci sono state persino nella sfida del torneo femminile fra Italia e Usa, dove nonostante la sconfitta con punteggio tennistico il Blue Team, spinto da un moto d’orgoglio, non si è fatto per nulla intimorire dalle più blasonate avversarie.

Stati Uniti e Canada tornati ai Giochi dopo dodici anni di assenza

Da mercoledì si fa sul serio, ci sono i quarti di finale del torneo maschile che portano all’ultimo attesissimo atto di domenica, ed è concreto il timore che la foga agonistica possa andare ben oltre la normale rivalità sportiva. Soprattutto se di mezzo ci sono nazionali come quelle degli Stati Uniti e del Canada, tornate ai Giochi dopo dodici anni di assenza e pronte ad affilare le lame e ad indossare i caschetti per la battaglia a colpi di bastonate. Che però non colpiscono solo il puck, ma pure gli avversari.

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La rissa sul ghiaccio tra Tom Wilson e Pierre Crinon

Quanto è accaduto nel girone eliminatorio non è passato inosservato, visto che proprio un giocatore del Canada non è riuscito a controllarsi ed è stato protagonista di una scazzottata che ha scalato velocemente la classifica degli highlights più virali delle Olimpiadi MIlano-Cortina 2026. È accaduto durante il match con la Francia (vinto nettamente 10-2), quando Tom Wilson e Pierre Crinon se le sono date di santa ragione. Il tutto è scaturito da un colpo proibito sul volto di un compagno di squadra del giocatore nordamericano: quindi il contatto diretto con l’autore del fallo, qualche parolina non proprio dolce e poi si è passati alle vie di fatto, prima con reciproci spintoni e quindi con pugni veri e propri immortalati dai fotografi che non aspettavano altro e fra lo sguardo quasi divertito degli spettatori, soprattutto quelli abituati a vedere i giocatori prendersi a botte. Non poca fatica hanno fatto gli arbitri per dividere i due litiganti, espulsi entrambi (ma oggi regolarmente in campo per i quarti) perché il gesto (cioè la scazzottata) è stato giudicato “antisportivo“.

Il Cio censura la violenza al torneo di hockey

Al Cio, fanno sapere, questo “spettacolo“ non è piaciuto per nulla, perché va a sconfessare il concetto di “fair play“ e di “no fight olimpico“ a lungo predicato (e che prevede pene severe per chi scatena delle risse) e soprattutto la rigidità delle norme imposte dalla Federazione Internazionale di Hockey su Ghiaccio (IIHF) che vietano espressamente gli scontri tra giocatori. Il problema, come detto, è che in NHL i colpi (anche quelli violenti) sono parte integrante del gioco e al massimo vengono puniti con un’espulsione temporanea di 5 minuti: ci si può picchiare, insomma, seppur rispettando un determinato codice di condotta, come recita l’articolo 46 che disciplina il corpo a corpo (è permesso menarsi a patto che non si violi un accordo tra i giocatori, che può essere sancito da un gesto eloquente, come il lancio dei guantoni sul ghiaccio).

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L’attesa per la (probabile) finale tra Stati Uniti e Canada

Tutto questo il “bad boy“ Wilson lo sa benissimo «perché - ci raccontano i colleghi canadesi - lui è un leader, ed è abituato a scatenare risse nella Lega Professionistica che riconosce la figura dell’enforcer, ovvero il "picchiatore della squadra”. Il quale ha un ruolo preciso: difendere un compagno di squadra ed eventualmente vendicarlo. Insomma, aspettando la finale annunciata fra gli acerrimi “nemici“ Usa e Canada (lo scorso anno nell’ultimo atto del 4 Nations ci furono ben tre risse nei primi 9 secondi del match) il ghiaccio diventa sempre più bollente e si scaldano pure i guantoni. Anche se tutti giurano: “Niente boxe, si gioca a hockey”.

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