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“I nostri figli con disabilità costretti a far posto ad altri. No alla guerra tra poveri”. E le mamme fanno ricorso al Tar

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16.01.2026

Il Centro Diurno di via Anfossi è stato inaugurato nel 2018 dopo 22 anni di travaglio

Milano – Le pareti sono scandite da finestre ampie e collocate ad altezza tale da consentire anche a chi sta su una sedie a rotelle di guardare fuori. In altri locali ci sono vetrate cielo-terra. Tutt’intorno non solo il giardino ma un orto dotato di vasche rialzate sempre per consentire a chi si muove sulla sedia a rotelle di cimentarsi nelle attività via via programmate. Se ne fanno parecchie sia al chiuso sia all’aperto: dalla musicoterapia alla pet therapy. Senza contare la modernità dell’ambulatorio medico o dei bagni, funzionali anche per i casi più difficili. Infine, l’aria condizionata. Sì, quello di via Anfossi è un Centro Diurno per Disabili (CDD) all’avanguardia e progettato per accogliere chi convive con disabilità gravi e gravissime.

S’è fatto attendere: le famiglie del quartiere, in particolare quelle con disabilità, lo hanno atteso qualcosa come 22 anni. Correva il 1996 quando il Comune approvò la delibera che prevedeva il trasferimento dell’allora CDD di viale Puglie nell’immobile di via Anfossi, da riqualificare. Ma l’inaugurazione del Centro sarebbe avventuta solo a ottobre 2018. Nel mezzo aziende non in regola e contratti rescissi, il varo di due gare e tante false partenze.

Non bastasse, il figlio di Veronica Ghiringhelli è rimasto in lista d’attesa 4 anni, è entrato solo nel 2024. Perché solo allora i posti a disposizione sono stati........

© Il Giorno