Seveso e il bosco sopra la diossina, il parco ora è patrimonio europeo: “Una grande rivincita per tutti noi”
Come era e come è la zona
Per approfondire:
Articolo: Il Bosco delle Querce di Seveso: 50 anni dopo la memoria della diossina diventa “Patrimonio europeo”Articolo: Il Bosco delle Querce Patrimonio europeo: "Ampliamo il parco minacciato dall’autostrada"Seveso (Monza e Brianza) – Da luogo di morte e sofferenza a luogo di rinascita e di rinnovata cultura ambientale. Il Bosco delle Querce, nato sopra le vasche che contengono i resti del più grave incidente chimico dell’Occidente, è diventato “Patrimonio Europeo”. Un titolo conferito lo scorso 24 febbraio dalla Commissione europea, il primo sito in Italia. Il riconoscimento va all’area tra Seveso e Meda, parco naturale regionale, realizzato sopra le vasche che contengono terreno, case, fabbrica e mezzi di bonifica usati per rimuovere la diossina uscita dal camino dell’Icmesa, nel 1976. A pochi mesi dal 10 luglio, in cui ricorreranno i 50 anni esatti dalla tragedia, su quei prati si contano ora 30mila alberi, ma si deve affrontare una nuova insidia: i cantieri di Pedemontana, la nuova autostrada che passa accanto all’oasi che ha già preteso un tributo di 2 ettari, in cambio di una compensazione da 15, che deve ancora arrivare e porterebbe quel polmone fino a 58. Di quei giorni, in cui i bambini senza sapere perché si coprivano di macchie rosse e finivano in ospedale, quando gli animai morivano e gli abitanti erano costretti a lasciare le case senza tornare più, resta un ricordo doloroso, che spesso si cerca di lasciare sotto gli strati di polvere che hanno coperto il terreno meno contaminato, rimasto al suo posto.
La sindaca di Seveso Alessia Borroni
"Una rivincita per il territorio”
Della vecchia fabbrica resta l’antico muro in mattoni, senza insegna. Ma questo parco, con il suo riconoscimento europeo, dato ai luoghi simbolo della storia europea, sarà il centro delle iniziative delle celebrazioni. Sentieri, piste ciclabili, spazi attrezzati per il gioco, la lettura, la sede di Legambiente e quella del settore Ecologia di Seveso sostituiscono le immagini della paura di 50 anni fa. “Ha il sapore di una grande rivincita per il territorio e soprattutto per la città di Seveso”, dice la sindaca Alessia Borroni, commentando il riconoscimento. “Rappresenta il riscatto di cinquant’anni di sacrifici, di delusioni. Non una bomba ecologica, ma un luogo di speranza, di rinascita ambientale e di impegno, oramai entrato nel cuore di tutti i cittadini”.
La specie simbolo
Le orchidee
Tra le iniziative più curiose ospitate dal Bosco delle querce di Seveso c’è l’adesione al progetto LIFEorchids con cui è diventato “custode” di orchidee. All’interno dell’area protetta infatti, si trovano due specie di orchidee, cresciute spontaneamente in due punti, rilevate negli anni, censite e riportate in testi specializzati. Si tratta di Cephalanthera longifolia e Cephalanthera damasonium. Le chiamano “specie bandiera“ perché la loro presenza, appunto spontanea, certifica circa lo stato di salute del luogo in cui crescono, testimonia di un habitat naturale sano e ben conservato, adatto alla biodiversità. Come hanno confermato anche i rappresentanti di LIFEorchids, in una visita, pochi giorni fa, al centro visite del Bosco delle Querce, arrivati a scoprire quegli esili steli di fiori che crescono sulla terra che copre la tomba dove riposa anche il mostro, il reattore A101, da cui un sabato mattina una nuvola dai riflessi rosati uscì per volare sopra la Brianza. Un simbolo di purezza, di speranza, che la presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto insieme al sindaco di Seveso Alessia Borroni ha sigillato nell’impegno a custodire questa rarità con un accordo che impegna il Bosco, ma anche il Comune di Seveso e quello di Meda, con il sindaco Luca Santambrogio, a fare di tutto per tutelare la luce di una speranza nata sulla paura e sui veleni.
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