Bormio Ski, bilancio in rosso con le Olimpiadi
Alberto Tomba a Bormio per le Olimpiadi, che hanno “requisito“ tutte le piste
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SeguiciBormio (Sondrio) – Valeriano Giacomelli rilancia la proposta del comprensorio unico dell’Alta Valtellina. Lo fa a margine di una serie di considerazioni relative al bilancio di questa stagione invernale, terminata domenica scorsa, inevitabilmente caratterizzata dall’appuntamento con le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. I Giochi invernali hanno permesso a Bormio di avere, oltre a una serie di opere che rimarranno in futuro (come il restyling dello ski stadium della Stelvio), un’esposizione mediatica clamorosa.
Impianti a Bormio
Benissimo l’immagine, meno i bilanci
L’immagine di Bormio, come quella delle altre località che hanno ospitato le Olimpiadi, ne è uscita vincente. Ora bisognerà trasformare questa visibilità in un aumento delle presenze nei prossimi anni. «A livello di immagine – dice Giacomelli, amministratore delegato della Sib-Società Impianti Bormio – questa è stata una grande annata, grazie anche alle Olimpiadi che hanno veicolato l’immagine in tutto il mondo». A livello di bilanci, invece, e lo si sapeva, non è andata benissimo: «Abbiamo avuto un forte calo, anche perché in concomitanza con le Olimpiadi abbiamo dovuto tenere aperti gli impianti per gli atleti e per lo staff di ogni squadra. I costi sono stati altissimi anche nel periodo olimpico, mentre i ricavi sono andati in picchiata. Abbiamo avuto costi altissimi anche per la produzione della neve artificiale, la Stelvio è stata aperta fino in paese fino all’ultimo giorno della stagione. A livello di presenze ne abbiamo registrate ben 110mila in meno rispetto all’anno scorso. Una grave perdita, ora speriamo di recuperarla nei prossimi anni».
Giacomelli: ci auguriamo grande ritorno dal punto di vista delle presenze
Giacomelli non è disfattista. «La speranza è che, grazie alla bellissima immagine offerta da Bormio nel corso delle Olimpiadi in tutto il mondo, si riesca nei prossimi anni ad avere un grande ritorno dal punto di vista delle presenze. Me lo auguro vivamente». Il futuro però va solo in una direzione. Volenti o nolenti, si va verso i grandi comprensori. E Giacomelli è d’accordo. «Questa è la strada e si deve lavorare, in primis devono farlo i nostri politici, per trovare le risorse per creare le infrastrutture necessarie per arrivare ad avere un comprensorio unico in Alta Valtellina. Prima ci vorrebbe il collegamento tra Bormio e Santa Caterina, del quale si parla da anni. E in futuro il comprensorio dovrà comprendere anche Livigno. Basta chiacchiere, bisogna agire».
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