Il prof Franco Manni vince la sua battaglia: “In pensione a 67 anni non è un automatismo”
Franco Manni, docente di storia e filosofia al liceo scientifico Leonardo di Brescia
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SeguiciBrescia, 11 aprile 2026 – Pensione obbligatoria? Anche nella scuola non può essere automatica, ma bisogna valutare la possibilità del trattenimento in servizio.
Lo ha stabilito il giudice del lavoro del Tribunale di Brescia che ha accolto il ricorso di Franco Manni, il docente che aveva impugnato il decreto di pensione firmato dal dirigente del liceo scientifico ‘Leonardo’ di Brescia, dove insegna storia e filosofia. Il giudice ha annullato il provvedimento che obbligava il 67enne Manni alla pensione dal prossimo 1 settembre, e ha ordinato all’amministrazione scolastica di rivalutare, con adeguata istruttoria, se confermare la pensione o tenerlo in servizio.
La nuova norma
"Il docente - spiega l’avvocato Cristiano Pellegrini Quarantotti, amministrativista e giuslavorista, che lo ha assistito - ha invocato l’applicazione di una nuova norma introdotta con Legge di Bilancio 2025 che introduce la possibilità, per le pubbliche amministrazioni, di trattenere in servizio i dipendenti oltre il limite ordinamentale di 67 anni, fino al massimo di 70. Nonostante la chiara disponibilità manifestata dal professore e il suo eccellente profilo professionale, l’Istituto Scolastico aveva negato la possibilità di permanenza in servizio sulla base dell’erroneo presupposto che la norma non fosse applicabile al settore istruzione in assenza di specifici decreti attuativi. Circostanza smentita dal giudice che ha accolto il ricorso del professor Manni”.
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Non è un Paese per vecchi
Precedente a livello nazionale
Caduto l’impedimento burocratico, il dirigente può ora decidere di valorizzare l’esperienza di Manni. La vicenda potrebbe, però, oltrepassare i confini bresciani e diventare un precedente a livello nazionale. “La Legge di Bilancio 2025 è un segno che questo Paese non è così immobile – sottolinea Manni -. Permettere il trattenimento solo per il 10% è un primo passo e servono i decreti attuativi. L’auspicio è che questa vicenda porti il Governo a prendere in mano la situazione, per far sì che il patrimonio di esperienza dei docenti ‘anziani’ possa essere di supporto ai ragazzi e anche agli stessi giovani docenti alle prime esperienze”.
Battaglia culturale
Al di là della via giudiziale, Manni sta portando avanti la sua battaglia di informazione, perché l’Italia è l’unico Paese occidentale ad obbligare al pensionamento i dipendenti pubblici solo per fattori anagrafici. “Mandare a casa un professore valido costa allo Stato molto più che tenerlo”, evidenzia, ricordando che, a causa della denatalità, ci sarà un disequilibrio tra lavoratori e pensionati che graverà sulla spesa pubblica
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