Violentò i suoi alunni alle scuole elementari: ex maestro dovrà risarcire 868mila euro al Ministero
La Corte dei conti lombarda ha imposto ad un ex docente, che stuprò diversi alunni minorenni, un risarcimento salato
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La ricostruzione della vicenda
La vicenda, finita sul tavolo dei giudici contabili, comincia nel 2020, quando l’Ufficio scolastico regionale aveva presentato una denuncia per danni nei confronti dell’ex maestro, che aveva finito di scontare la sua pena proprio nell’aprile di quell’anno. La storia delle violenze nella scuola scosse per mesi la Bassa bergamasca, quando nel 2012 l’ex maestro (che durante il procedimento non si è costituito e tantomeno è comparso), fu arrestato in flagranza di reato. Le violenze risalivano al periodo tra il 2009 e il 2012, quando dopo alcune denunce i carabinieri riuscirono a sorprendere l’ex insegnante anche attraverso intercettazioni ambientali e telecamere.
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Condanna e cause civili
Da lì la sentenza a dieci anni di reclusione, emessa nel marzo 2015. Tuttavia, dopo un periodo di detenzione domiciliare e l’affidamento in prova ai servizi sociali, l’ex maestro riuscì ad ottenere in fase esecutiva una riduzione della pena. Nel frattempo, era partita anche una causa civile per danni alla salute, promossa dalle famiglie di alcuni dei minori coinvolti nei confronti del ministero dell’Istruzione. Si arrivò, cinque anni più tardi, ad una conciliazione tra lo stesso ministero e le vittime: il primo avrebbe risarcito le famiglie per 695mila euro, più altri 73mila euro per spese legali.
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È stato quindi il ministero a chiedere a sua volta al docente di essere risarcito per il danno patrimoniale da lui causato. Non solo: il Procuratore regionale aveva inoltre chiesto un ulteriore risarcimento da 100mila euro per il danno d’immagine subito dalla scuola pubblica.
Dietro al pagamento, come si legge nelle motivazioni della sentenza della Corte dei conti, da un lato la gravità eccezionale del reato commesso, congiunta al fatto che lo stesso è stato reiterato in un arco di tempo piuttosto lungo e a danno di più alunni. E per il fatto che l’autore del reato rivestiva un ruolo importante e delicato, quello cioè dell’educatore.
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