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Manuela Maffioli, chi è la leghista che sostituirà Bossi in parlamento (e che però “tifava” per Maroni) /

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L'assessore alla Cultura di Busto Arsizio, neo parlamentare leghista, Manuela Maffioli

Per approfondire:

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Busto Arsizio, 25 marzo 2026 – Un premio alla carriera. Sarà Manuela Maffioli, attuale assessore alla Cultura di Busto Arsizio, a raccogliere l’eredità in parlamento del senatùr Umberto Bossi, scomparso lo scorso 19 marzo a 84 anni.

L’esponente della giunta Antonelli, un lungo curriculum in Comune a Busto Arsizio, prima come consigliere comunale, successivamente come assessore alla Cultura, poi da vicesindaco e, ancora, da assessore alla Cultura, è militante leghista di antica data e solide convinzioni. 

Il profilo

Classe 1971, laureata in Lettere moderne all’università Cattolica con specializzazione in Comunicazione sociale (voto finale 110 e lode) dopo il diploma al liceo linguistico Montale di Busto Arsizio, Maffioli è entrata nella Lega alla fine degli anni ‘80, nel momento in cui il Carroccio si stava affermando a livello nazionale, con lo sbarco dei primi “barbari” in parlamento, a partire proprio da Bossi e Giuseppe Leoni, eletti alle Politiche del 1987.

Nel 1993 è consigliera comunale, nella Busto Arsizio “conquistata” dalla Lega con il sindaco Gianfranco Tosi, dopo decenni di dominio democristiano. Dopo questa esperienza lascia le cariche amministrative per concentrarsi sullo studio e, in seguito, sul lavoro.

La carriera

Maffioli sceglie la strada del giornalismo. Collabora alla Prealpina, testata storica della provincia, allora passaggio praticamente obbligato per chiunque voglia provarci davvero nella professione partendo da Varese e dintorni. 

Nel 2000 è in Regione Lombardia, assistente dell’assessore alla Cultura Ettore Albertoni, un avvocato e studioso, ex socialista, folgorato sulla via di Damasco leghista, movimento a cui garantisce un contributo sostanziale con i suoi lavori sul federalismo e la figura di Carlo Cattaneo. E proprio l’attenzione al filosofo e politologo lombardo sarà fra i principali insegnamenti offerti da Albertoni a Maffioli, che ancora oggi considera l’ex consigliere di amministrazione Rai uno dei suoi maggiori riferimenti a livello politico e culturale.

Sempre con Albertoni è alla tv di Stato e, in seguito, nella squadra che lo accompagna nella sua ultima avventura politica, alla guida del consiglio regionale lombardo.

Ettore Albertoni, già presidente del consiglio regionale lombardo e consigliere d'amministrazione Rai

La professione

Maffioli, a questo punto, cammina – anche – da sola. È dirigente al Pirellone, poi entra in Lombardia Notizie, l’agenzia di stampa nata in seno alla Regione, dove ha la qualifica di vice caporedattore, salvo entrare in aspettativa (non retribuita) per dedicarsi con compiutezza alle attività politica e amministrativa.

Oltre ai “lanci” di agenzia e agli approfondimenti sulle tematiche amministrative, Maffioli contribuisce a opere in tema con il suo percorso professionale e politico, come “La Lombardia di Carlo Cattaneo” e “Lessico lombardo”.

Il sindaco Emanuele Antonelli e l'assessore Manuela Maffioli

La politica

Nella seconda decade degli anni 2000 torna nei radar della politica varesina. A Busto Arsizio, sezione tradizionalmente a trazione “bossiana” anche per la presenza di Marco Reguzzoni, il presidente della Provincia considerato uno dei pretoriani del Senatùr, Maffioli si segnala per la vicinanza alle posizioni dei cosiddetti “barbari sognanti”. È, questa, la “corrente” legata all’ex ministro Roberto Maroni che spinge per un rinnovo e un ricambio generazionale in una Lega segnata da inchieste e lotte intestine. Questo non le ha impedito, anche alla morte di Bossi, di riconoscerne il ruolo di “capo” e di motore di un sogno di cambiamento.

Il suo attivismo e il suo lavoro per il territorio vengono premiati con ruoli amministrativi. Il posto di assessore a Cultura e Identità, cui segue la “promozione” a vice sindaco di Emanuele Antonelli nella giunta di centrodestra. Nella stanza dei bottoni di Palazzo Gilardoni Maffioli si spende per manifestazioni che hanno messo Busto Arsizio sulla mappa della cultura lombarda, a partire dal Busto Arsizio film festival (attualmente in corso l’edizione 2026) e da BA Classica, come le mostre al Museo del Tessile. Qualche evento riesce bene, altri hanno riscontri più timidi.

Di certo non si può rimproverare a Maffioli, anche nella sua ritorno all’assessorato alla Cultura, di aver provato a rinnovare l’immagine di una città legata – quasi proverbialmente – al suo passato industriale di Manchester italiana. Non è un caso se il suo nome sia finito fra i papabili per il ruolo di candidato sindaco del centrodestra, alle amministrative del prossimo anno.

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