Luigi Talamoni, prete e politico. E pure i fascisti si zittirono: "Non toccatelo, è un Santo"
Figlio di un cappellaio, insegnò per anni e dedicò tutta la sua vita ai poveri. Entrato in Consiglio comunale, seppe guadagnarsi il rispetto degli avversari.
Monza – È una Monza povera ma laboriosa quella che sorge alla fine dell’Ottocento sulle sponde del Lambro, punteggiata di cascine abitate da famiglie che coltivano la terra e allevano bachi da seta. Una città in cui vivono 17mila persone, 7mila delle quali operai nelle “cotonerie” come cappellai, tessitori e tintori di stoffe.
Luigi Domenico Filippo Talamoni nasce in questo contesto, il 3 ottobre 1848, da una modesta famiglia in contrada dei Mulini, secondo dei sei figli di Giuseppe, un artigiano cappellaio, e di Maria Sala. Di famiglia profondamente cattolica, Luigi frequenta l’oratorio del Carrobiolo, in un mondo di grandi tensioni sociali. In quegli anni........
