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Cremona, l’inganno delle finte nozze: truffa ai danni di hotel e gioiellerie. Padre e figlia nei guai

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22.02.2026

Gli agenti sono risaliti ai responsabile incrociando i filmati della video sorveglianza e le testimonianze delle vittime

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Cremona – Dipendente di un’importante ditta cremonese. Il matrimonio a breve e la necessità di acquistare oggetti preziosi. Sono solo alcune delle bugie, in mezzo a tante parole e ad un modo di fare che trasmetteva fiducia, della 48enne che, insieme al padre 73enne, è riuscita a mettere a segno un truffa da 21mila euro ai danni di due gioiellerie molto note del centro di Cremona. Gli uomini della squadra mobile di Cremona, a seguito delle denunce dei titolari, hanno avviato le indagini che hanno portato ai due. Una terza denuncia è stata presentata dalla direzione di una struttura ricettiva: lì la fantomatica donna in carriera ha lasciato, sempre in compagnia del padre e di altre persone, un debito da quattromila euro, prima di volatilizzarsi facendo perdere le proprie tracce.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Cremona ha consentito di ricostruire un collaudato modus operandi. L’indagata, dopo aver carpito la fiducia degli esercenti, presentandosi quale cliente affidabile, millantando appunto di essere dipendente di una grossa azienda locale, previa esibizione di copie di bonifici bancari artefatti, ha ottenuto la consegna di oggetti in argento per un valore di ventunomila euro, anche con la collaborazione del padre. Con analoga modalità, la stessa 48enne è riuscita ad ingannare la responsabile di una struttura ricettiva sempre del cremonese, usufruendo di un soggiorno per sé e per altri accompagnatori, per un importo di 4mila euro.

Determinante per l’individuazione della coppia è stata la meticolosa attività della Squadra Mobile, grazie anche all’analisi delle immagini di diversi sistemi di videosorveglianza degli esercizi pubblici colpiti e di alcune strade cittadine nonché le testimonianze delle parti lese che hanno fornito molti particolari delle strategie messe in atto per arrivare alla truffa.

La 48enne si è resa responsabile, in passato, di altre analoghe truffe e reati contro il patrimonio in provincia di Cremona. Nei giorni scorsi, personale della Questura di Cremona ha eseguito una perquisizione finalizzata al recupero della merce portata via da padre e figlia: l’esito però è stato negativo, circostanza che evidenzia la capacità degli autori di piazzare rapidamente il materiale provento del reato. A questo proposito proseguono le attività di accertamento. Padre e figlia risultano indagati per truffa aggravata in concorso e il Questore di Cremona, considerati anche i precedenti della donna, ha adottato nei confronti della 48enne la misura di prevenzione dell’ “Avviso Orale” destinato a soggetti ritenuti socialmente pericolosi.

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